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Manifestazioni, ecco dove sono vietate. Dal lunedì al venerdì solo "da fermo"
La direttiva della ministra Lamorgese demanda ai prefetti di indicare le aree interdette e le modalità di disciplina. Oggi due proteste a Livorno: entrambe non in contrasto con le nuove regole
LIVORNO. Le nuove regole che limitano le manifestazioni arrivano dal Viminale a ridosso del sabato in cui a Livorno sono previste due proteste di piazza: da un lato, il consueto appuntamento del sabato con i “no Green pass” che stavolta dovrebbero manifestare nella zona Garibaldi-San Marco; dall’altro, il corteo del “No carovita day” che, promosso da una vasta galassia della sinistra radicale, è previsto alle 15,30 in piazza Cavallotti per contestare invece le politiche sociali del governo (delocalizzazioni, innalzamento dell’età pensionabile, tagli alla sanità pubblica, delocalizzazioni di fabbriche, autoproduzione in porto e altro).
A quanto è dato sapere, entrambe le manifestazioni potranno tenersi rispettando comunque una serie di provvedimenti. Resta il fatto che la novità è destinata a cambiare in modo non trscurabile gli spazi per poter organizzare manifestazioni di protesta
Dopo le «numerose manifestazioni di dissenso sulle politiche governative in materia sanitaria», la direttiva della ministra Lamorgese demanda al prefetto l’individuazione di «specifiche aree urbane sensibili» che risultino «di particolare interesse per l'ordinato svolgimento della vita della comunità»: sono quelle in cui le manifestazioni pubbliche potranno essere temporaneamente vietate («per la durata dello stato di emergenza» determinata dalla pandemia).
D’intesa con il sindaco e i vertici locali delle forze di polizia, nella riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono emerse le zone in cui verranno applicate tali limitazioni, benché il prefetto Paolo D’Attilio abbia comunque che finora le manifestazioni si sono svolte pacificamente «grazie soprattutto alla capacità di dialogo e di mediazione del questore e al costruttivo approccio denotato dagli organizzatori».
Fino a fine emergenza sono interdette le manifestazioni, «sia in forma statica che dinamica» (cioè da fermo o in corteo), «in piazza Grande nelle immediate adiacenze del Duomo, in via Cairoli, in piazza Cavour, in via Ricasoli, in piazza Attias, in via Grande (fino a piazza Micheli), in viale Carducci, angolo viale Alfieri, in piazza Damiano Chiesa, nell’area della Sinagoga (piazza Benamozegh) e negli spazi adiacenti il Santuario della Madonna di Montenero».
Al di fuori di tali aree è consentito manifestare - ma «in forma statica» - dal lunedì al venerdì (e eccetto in piazza Micheli e in piazza Garibaldi se presenti più di 200 persone). Il sabato e la domenica invece «sono consentite le manifestazioni sia in forma statica che dinamica in tutte le aree urbane della città di Livorno escluse quelle specificamente disciplinate», cioè le zone interdette.
«Le disposizioni – queste le parole del prefetto D’Attilio – hanno tenuto conto delle esigenze di tutti nel massimo contemperamento dei diritti coinvolti, quali, in particolare, quelli attinenti alla salute, allo svolgimento delle attività lavorative e didattiche nonché alla mobilità dei cittadini. Inoltre, esclusivamente per le manifestazioni a carattere nazionale, potranno essere valutate, in sede di riunione tecnica di coordinamento delle Forze di polizia, modalità e condizioni di svolgimento derogatorie rispetto a quanto previsto».
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