Il Tirreno

Livorno

lo stabilimento di via di levante 

Ex Wass, altolà dei sindacati alla vendita a gruppi stranieri

Ex Wass, altolà dei sindacati alla vendita a gruppi stranieri

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LIVORNO. Piove sul bagnato nella crisi dell’industria del nostro territorio. Entra un’altra fabbrica nell’elenco delle realtà livornesi per le quali i sindacati suonano la sirena d’allarme: si tratta dell’ex Wass di via di Levante (ora Leonardo). Le Rsu e le segreterie territoriali dei metalmeccanici Cgil Cisl Uil si mettono di traverso all’ipotesi di vendita a società o consorzi stranieri: per questo ci si rivolge ai ministeri dell’economia, dello sviluppo economico e della difesa perché intervengano presso i vertici del gruppo industriale pubblico Leonardo così da far allontanare dall’orizzonte tale ipotesi.

Il fronte sindacale ricorda che inizialmente si sono susseguite voci relative alla «volontà di Fincantieri di acquisire il sito produttivo ex-Oto Melara di La Spezia (e più in generale la B.U. Sistemi di Difesa), della quale il sito produttivo livornese fa parte» insieme a quelli di Brescia e di Pozzuoli, poi è comparsa sulla stampa l’indiscrezione relativa all’«interesse nei confronti di tale operazione anche da parte di società tedesche e/o consorzi franco-tedeschi».

Le Rsu e le segreterie territoriali dei metalmeccanici Cgil Cisl Uil denunciano che alle richieste di chiarimenti da parte delle sigle sindacali («non solo in sede locale ma anche in sede nazionale») l’azienda ha «sempre risposto in maniera insoddisfacente, senza mai smentire né confermare».

Un eventuale cambio di proprietà non deve avere «un fine esclusivamente finanziario», dicono i sindacati ma far parte di «un piano di sviluppo e crescita, che garantisca nuove opportunità legate alle attuali richieste di mercato». Tradotto: mantenimento dei siti produttivi, dei livelli occupazionali e del relativo indotto, e questo non può «essere assicurato con l’acquisizione da parte di società straniere», senza contare che il sistema produttivo italiano «non può permettersi di perdere un asset così importante e strategico».

In tale contesto il sito produttivo di Livorno deve «avere un nuovo impulso, che favorisca il mantenimento e la crescita dei prodotti e delle professionalità, che non sempre sono state adeguatamente supportate e valorizzate»: parola delle sigle sindacali che ritengono necessario dar vita a «un coordinamento sindacale fra le Rsu dei quattro siti, con l’apporto delle segreterie territoriali e nazionali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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