Il Tirreno

Livorno

l’appalto dell’authority 

Microtunnel, la maxi-talpa oggi comincerà a scavare

Microtunnel, la maxi-talpa oggi comincerà a scavare

I lavori avrebbero dovuto  concludersi prima della fine del 2017, poi il lungo stop Ieri l’enorme macchinario è stato calato nel pozzo 

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livorno. Da stamani entrerà in azione la “talpa” che deve realizzare il microtunnel nel sottosuolo che sta al di sotto del canale d’accesso al porto. Ieri, dall’area di cantiere ai piedi della Torre del Marzocco, è stata calata giù nel pozzo dal quale la testa fresante partirà per scavare la galleria.

È un gigante lungo 13 metri e mezzo del peso di un centinaio di tonnellate: la sigla “Tbm” sta per “Tunnel boring machine”, lo guiderà da remoto un superspecialista spagnolo, Rafael Sanchez, che l’Authority presenta come «uno dei pochi al mondo a poter vantare un’esperienza ultra ventennale nel settore». Il suo compito? Fare in modo che il tunnel sia scavato esattissimamente secondo il progetto per poter “centrare” con precisione l’altro pozzo sulla sponda opposta, sulla calata del Magnale.

Nel susseguirsi di cifre snocciolate ieri dai tecnici di Palazzo Rosciano, guidati dall’ingegner Enrico Pribaz, vale la pena di mettere l’accento su: 1) 10-12 ore filate di lavoro ininterrotto dell’apparato escavatore; 2) 234 metri di lunghezza del tunnel da realizzare; 3) 25 metri di profondità nel sottosuolo; 4) 57 tonnellate pesa solo la parte di “testa” dell’apparato di scavo che ha una serie di “denti”.

Ma il numero più importante sono altri tre e riguardano le dimensioni – quelle attuali e, soprattutto, quelle future – del canale d’accesso al “cuore” del porto: è oggi solo formalmente largo 90 metri, in realtà la sezione navigabile è «appena 67» proprio perché lungo la sponda lato Marzocco corrono le condutture che collegano la Darsena Petroli alla raffineria Eni. Il microtunnel serve proprio a quello: far passare i tubi sotto il fondale così da poter rosicchiare un po’ della banchina e ampliare il canale. «Alla fine dei lavori potremo contare su un canale con una sezione navigabile di 120 metri», dice il direttore dei lavori Matteo Baroni.

L’importanza la sottolinea Luciano Guerrieri, numero uno dell’Authority: «In attesa che il porto si doti della Darsena Europa e del nuovo terminal container, l’ammodernamento del canale è un intervento fondamentale per consentire allo scalo di mantenersi competitivo e attrattivo».

Di fronte alla storia di quest’appalto che è rimasto a lungo bloccato (inizialmente si pensava possibile terminare i lavori entro il dicembre 2017), dall’Authority segnalano che nei primi giorni del mese prossimo «dovremmo essere in grado di recuperare la macchina dal pozzo del Magnale: a quel punto il tunnel verrà consegnato all’Eni così da poter procedere a infilare nella galleria sotterranea le nuove tubazioni e, in seguito, togliere quelle vecchie». Tempo: l’Authority parla di «un anno e mezzo circa per avere il “nuovo” Canale allargato: dieci mesi per la posa in opera dei nuovi tubi, almeno tre mesi per la rimozione di quelli vecchi».

M.Z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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