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la reazione del sindaco 

La condanna di Salvetti: «Gesto assurdo e ignobile»

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La condanna di Salvetti: «Gesto assurdo e ignobile»

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LIVORNO. «Si tratta di un gesto assurdo e ignobile. Spero che i carabinieri riescano a capire chi l’ha fatto, perché poi si comprenderà anche il motivo che ha spinto questa persona a imbrattare il totem con le svastiche. Provvederemo subito a fare un intervento di pulizia e al limite, se non sarà praticabile, ristamperemo questo totem che avevamo installato per “Straborgo” e poi lasciato lì perché piacevano alla cittadinanza».

A parlare – dopo l’inquietante episodio di Borgo Cappuccini, con le svastiche nere sulle foto dei volti dei commercianti del quartiere – è il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha immediatamente espresso la sua solidarietà alla Comunità ebraica cittadina, anche se – come filtra da fonti investigative – al momento per fortuna non ci sarebbero segnali di minacce nei confronti della comunità. «Credo – azzarda il primo cittadino – che si tratti del gesto di una persona che pensava di fare una bravata. In ogni caso, anche se così fosse, bisogna condannare fermamente questo episodio, il quale resta di una gravità assoluta».

Sconcertato anche il presidente della Comunità ebraica labronica, Vittorio Mosseri, che ha scoperto di quanto accaduto direttamente dal Tirreno. «Non so se la ricorrenza con la Notte dei cristalli sia casuale o meno, ma chiaramente ci penso – dice – anche se molto probabilmente chi ha disegnato le svastiche neanche lo sapeva. Si tratta dell’ennesima offesa a tutta la città, non solo all’ebraismo: sono cose inaccettabili e io rimango senza parole. Chi ha vergato questi simboli inaccettabili è allo stesso livello dei no-vax che a Novara si sono mascherati da deportati durante un corteo di protesta. Queste persone offendono la nostra memoria e la capacità di vivere nel mondo occidentale». «Livorno non si merita questo – conclude il presidente – perché ha nella sua storia qualcosa di diverso e non ha mai accettato certi episodi. Dovremo fare fronte comune a difesa dei valori che sono quelli della società civile, la libertà di pensiero. Abbiamo versato il sangue per avere la libertà».

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