Il Tirreno

Livorno

Ripartenza Mascagni tutti i nuovi progetti con il Goldoni e il Teatro 4 Mori

Simone Fulciniti
Ripartenza Mascagni tutti i nuovi progetti con il Goldoni e il Teatro 4 Mori

Inaugurato l’anno accademico del prestigioso conservatorio Luise: «Attività in presenza». Meucci: «Contatti con le scuole»

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Simone Fulciniti

LIVORNO. Al Teatro 4 Mori viene inaugurato l’anno accademico del conservatorio Mascagni. Con una cerimonia molto partecipata.

Un’inaugurazione dal valore profondo, la prima dopo due anni di stop dovuto alle ragioni pandemiche, che hanno di fatto bloccato le occasioni conviviali.

Sul palcoscenico ci sono il presidente dell’istituto Marco Luise e il direttore Renato Meucci. «La parola chiave oggi è ripartenza – dice Luise – ripartenza di tutte le attività col pubblico, ripartenza delle attività di produzione, ovvero le occasioni in cui gli studenti suonano in teatro, o per la città, fino ad oggi azzerate. Un anno accademico, che comincia in presenza, circostanza particolarmente importante per un conservatorio. Se l’università con la dad riesce a tirare avanti, noi invece siamo bloccati».

La fine di un periodo difficile. «Abbiamo molto sofferto, i docenti sono stati bravissimi ad andare a distanza per tutte le cose possibili e significative. Ma è chiaro che il contatto ci deve essere. Spesso le nostre lezioni di strumento sono individuali. La presenza diventa insostituibile».

Tante le novità per la stagione a venire. «Abbiamo rafforzato ulteriormente la collaborazione col teatro Goldoni. Oltre al concerto di capodanno e quello in stagione che abbiamo sempre fatto, faremo un altro concerto con le due orchestre riunite: Mario Menicagli, direttore del Goldoni, sta tirando su l’orchestra del teatro, noi abbiamo sempre avuto la nostra del conservatorio. Inoltre abbiamo la concessione del Teatro 4 mori, per un concerto al mese per tutto l’inverno e anche come mega aula per fare le prove d’orchestra: un accordo importante con la compagnia lavoratori portuali».

Studenti di livello eccellente. «Il conservatorio ormai è una università. Non tutti diventano musicisti, ma quelli che abbracciano la professione si fanno valere nel mondo».

Il direttore Meucci, rinomato musicista e musicologo, delinea il futuro. «Oltre alle collaborazioni coi teatri e con i festival livornesi – spiega – abbiamo preso contatti con scuole di ogni ordine e grado, in particolare con quella musicali, come i licei. Poi c’è la terza missione: pensare al territorio, attraverso una formazione permanente per gli adulti, e pensare al disagio sociale, altro obiettivo fondamentale».

Prosegue il percorso di “statizzazione” dei conservatori. «Ho lavorato molto in questo senso, e finalmente ci stiamo arrivando». Nel corso della serata ci sono state brillanti esibizioni di neo laureati col massimo dei voti: Luca Medusei, che esegue una sonata di Bach alla chitarra. E Dario Cei, che sorprende la platea con le sue doti di polistrumentista. Tra le personalità invitate, l’assessora regionale alla cultura Alessandra Nardini.

«Siamo fortunati in toscana – dice – una terra di straordinaria bellezza, conosciuta per la sua capacità di formare giovani talenti. Essere in presenza è un grande segnale di speranza. Il futuro sono i giovani, e noi confermiamo la nostra massima attenzione nei loro confronti». C’è anche il sindaco Luca Salvetti, che insieme a l’assessore Simone Lenzi rappresenta il Comune, maggior finanziatore dell’Istituto. «Per il Mascagni ci sono prospettive bellissime che come amministrazione vogliamo supportare. Quando ci sono situazioni complesse da superare, se facciamo rete risolviamo tutto meglio. Come amministrazione abbiamo puntato a dare spazio alle eccellenze e ai talenti. Tra questi c’è il percorso fatto dall’istituto Mascagni». Tra gli altri, presenti anche Pietro Caruso (Provincia), Andrea Simonetti (Provveditore), Mario Menicagli, Marco Voleri. Prima dei saluti, affidati ad un quartetto di giovani fiati che interpreta l'intermezzo di Cavalleria, viene consegnata una targa di ringraziamento ai professori Agostini, Tommasi, Lopardo e Bernardi, colonne della struttura, recentemente pensionati.

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di Redazione web