Gioco
Povera Villa Morazzana, sempre più nel degrado: distrutto anche metà cancello
Il danno alla storica dimora di Livorno è stato fatto durante una manutenzione. L'assessora Viola Ferroni: «L’ingresso sarà ripristinato»
Il vecchio cancello, custode di tanta storia e leggende, è stato distrutto per metà. Cosi una delle sue due colonne portanti dell’ingresso regale di Villa Morazzana non c è più. A protezione da vandali e curiosi, adesso, c’è una rete metallica. E dove è finito il leone in pietra che sovrastava la colonna? Povera signora ottocentesca, sempre più danneggiata e cadente. E sempre meno a disposizione della collettività visto che dal 2012 ad oggi la Villa e tutto il complesso, di proprietà comunale, immerso nel verde di Monterotondo, è chiuso.
A spiegare che cosa è accaduto nei mesi scorsi, a raccontare quel danno allo storico ingresso, è la stessa assessora al Patrimonio Viola Ferroni, informata della questione dal Tirreno. «Non sapevo del danno all’ingresso e appena mi è stato riferito ho subito approfondito – spiega – Alcuni mesi fa si è verificato un incidente durante uno dei nostri interventi di manutenzione: ho subito inviato gli addetti a fare un sopralluogo per verificare l’attuale situazione». E ancora: «Il leone in pietra e la metà del cancello danneggiati sono nel nostro magazzino, saranno ripristinati e ricollocati – tranquillizza – Saremo in grado di ripristinare tutta la situazione a breve».
Ecco una buona notizia. Almeno l’ingresso della bellissima dimora tornerà al suo posto. Una bellissima dimora di proprietà pubblica avvolta da anni da buoni propositi andati a vuoto (tanto si è detto: dal polo tecnologico alla scuola di cucina di elite con grandi chef): progetti raccontati ma mai decollati, tra bandi andati deserti e idee che non hanno avuto seguito. Che peccato.
E intanto il tempo passa. I segni del degrado sono chiari. La vegetazione conquista gli spazi, anche la bella vetrata realizzata dalla fonderia dei fratelli Gambaro è avvolta dal verde. Dei fasti di fine 800 restano solo briciole. Della vita mondana portata dai celebri cantanti lirici Renato Stagno e Gemma Bellincioni, che l’acquistarono nel 1894 e la resero fulcro di grandi feste e ricevimenti restano solo ricordi che tornano a vivere nelle parole di chi questa Villa vorrebbe rivederla aperta, come l’architetto Riccardo Ciorli. Oppure come la preparatissima Libera Capezzone che con le sue Guide alla Ventana per tutta l’estate ha organizzato tour sul bus coperto per parlare di amori e tormenti di personaggi famosi vissuti anche a Villa Morazzana.
Ma più passa il tempo e più soldi serviranno per restaurare quei 1700 metri quadri, con giardino di 7mila metri quadri che nel tempo sono stati ostello della gioventù, fulcro della movida livornese quando era un locale. E ancora sono stati tetto per profughi libanesi. Poi più niente. Lo scorso anno l’assessora Viola Ferroni annunciò che il Comune stava “preparando” la villa per entrare nel circuito di nozze e convegni attraverso Toscana promozione: 12 mesi fa si stimavano circa un milione di lavori da fare per portare a compimento il restauro. Lavori che il Comune ipotizzava di mettere a carico sempre ad un privato attraverso il passaggio da un bando. «Purtroppo il covid soprattutto per nozze ed eventi ha bloccato un po’ tutto», continua l’assessora.
Oggi è sempre Ferroni a parlare del futuro di Villa Morazzana, chiarendo che il Comune non vuole venderla. «La Villa e il suo complesso è nel piano delle valorizzazioni, non per vendita ma per darla in concessione tramite bando: l’idea è quella di una foresteria sportiva». L’immobile è stato oggetto di una variante urbanistica, da parte della precedente amministrazione, che ha ampliato gli utilizzi ed è stato ricompreso anche quello turistico ricettivo.
Ferroni chiarisce che il progetto della foresteria sportiva è legato all’operazione del nuovo ospedale: «Prima dobbiamo acquisire la disponibilità delle aree degli impianti sportivi della vicina Villa Rodocanacchi dalla Asl: è un percorso guidato dalla realizzazione del nuovo ospedale. In modo parallelo dobbiamo portare avanti la pianificazione urbanistica: siamo nella fase di progettazione del nuovo piano operativo e di revisione al piano strutturale. Sarebbe l’occasione giusta». Tutto questo percorso prevederà un bando. «Servirà un privato che progetti il complesso sportivo e che poi lo prenda in gestione: questo percorso richiederà tempo e il bando non sarà fatto a breve».
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