Toscana
I no-disco sono andati in procura «Temiamo incidenti e violenza»
Matteo Scardigli
LIVORNO. La petizione del comitato “Vivi Centro” contro la disco-ristorante a palazzo Grande arriva in Procura. Ieri mattina Luca Ribechini, Giampaolo Montagnani, Claudio Norfini e Paolo Cascinelli hanno depositato presso gli uffici di via Falcone e Borsellino la lettera per scongiurare l’apertura del locale notturno da 800 posti nel cuore della città; e ne hanno approfittato per togliersi alcuni sassolini dalle scarpe. «Con questo passaggio tutte le autorità cittadine sono state notificate. Abbiamo raggiunto mille e 440 adesioni e contiamo, con il banchetto di sabato in via Grande, di arrivare a mille e 500», premette Ribechini, che poi ribadisce: «Non siamo quelli del No, siamo quelli del “Sì ma non lì”, e da genitori ci dispiace che questo passi come uno scontro generazionale».
«Come alternativa a palazzo Grande – prosegue – avevamo proposto un capannone al Picchianti visto il bel lavoro fatto dal Comune all’ex deposito Atl».
La precisazione è in risposta all’intervento del professor Lamberto Giannini su Il Tirreno, e si riallaccia a recenti fatti di cronaca. «Nei giorni scorsi un 26enne è stato accoltellato all’uscita da un disco-pub di Aulla e nel bresciano un 32enne è stato pestato in modo molto violento in seguito a un incidente avvenuto all’esterno di una discoteca», ricorda sempre Ribechini, puntualizzando come «è vero che i nostri ragazzi sarebbero più controllati se il locale fosse in centro, a condizione però che ci siano le Forze dell’Ordine per effettuare i controlli. E in questo senso non ci sono state date garanzie, anzi».
Cascinelli aggiunge: «Vista l’ora a cui i clienti uscirebbero dalla discoteca, ci potrebbero essere degli incidenti stradali dovuti alla poca lucidità. Perché i ragazzi verrebbero in macchina a parcheggiare sotto il locale, peggiorando la situazione di una zona che ha bisogno di riposarsi anche dall’inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni del Porto e in cui già non ci sono posti auto per i residenti, la Ztl (la Zona a traffico limitato, ndc) è una groviera e mancano i controlli ordinari».
L’aggiunta di Cascinelli dà il La ad un’altra osservazione di Ribechini: «L’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello ha suggerito che i ragazzi potrebbero utilizzare i voucher da 200 euro del bonus Taxi per arrivare in centro. A parte il fatto che niente impedirebbe loro di raggiungere comunque in auto piazza Grande, sarebbe una contraddizione finanziata con soldi pubblici: saremmo noi residenti a pagare per far venire sotto casa persone che non vogliamo sotto casa».
La battaglia dei residenti non finisce qui: la prossima tappa dell’iniziativa è la discussione di domani mattina sui banchi del consiglio comunale dove la questione sarà al terzo punto all’ordine del giorno, il dibattito vero e proprio su mozione e petizione insieme si aprirà invece martedì 16 novembre. «Quel giorno, se ce ne verrà data la possibilità, vorremmo essere presenti», concludono i quattro promotori.
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