Il Tirreno

Livorno

il dossier sull’ecosistema urbano 

Acqua, bus, rifiuti: Livorno “rimandata” nella eco-pagella firmata Legambiente

Mauro Zucchelli

Nel giro di 10-15 anni siamo precipitati nella classifica nazionale: a nord di Roma solo 15 città se la cavano peggio

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Mauro Zucchelli

LIVORNO. Non sarà paragonabile al tonfo della squadra amaranto che in appena sette anni e mezzo capitombola giù dall’Olimpo del calcio e finisce sui campini spelacchiati di provincia. Ma è un bel ruzzolone anche quello che la nostra città fa nella “pagella” dell’Ecosistema urbano messa nero su bianco da Legambiente e pubblicata dal quotidiano confindustriale Sole 24 Ore.

Nel giro di dodici mesi si sono perse ben venti posizioni: eccoci a quel 65° posto che non è ancora l’inferno della zona retrocessione eppure nemmeno tanto meglio. Anzi, se guardiamo alla metà del Bel Paese che sta a nord di Roma solo 15 città se la cavano peggio di noi. Attenzione, però, che quattro di esse sono nella nostra regione (Massa, Grosseto, Pistoia e Prato): e questo dovrebbe dirci parecchio sullo stato di salute del modello economico toscano.

Da non dimenticare che nell’edizione 2021 della ricerca solo in sei città in tutta Italia si registra un capitombolo peggiore (Biella, Ancona, Vercelli e Brindisi fino alla Caporetto di Avellino e Nuoro che ruzzolano giù in un sol colpo d’una quarantina di scalini, poco più poco meno).

più giù solo nel 2019

Beninteso, siamo caduti anche più in basso di così: al 69° posto nell’indagine del 2019. Ma complessivamente nel decennio scorso in questa eco-pagella sullo stato di salute ambientale dei cento campanili d’Italia la nostra città galleggiava semmai a metà classifica, attorno al 50-55° posto. Anzi, nella parte iniziale del decennio semmai fra la 30ª e la 40ª posizione. E già quello era uno smottamento, se lo paragoniamo al fatto che 10-15 anni fa stavamo nella dozzina dei capoluoghi più “verdi” che ci fossero da Aosta a Siracusa.

Dietro le quinte di questo arretramento complessivo c’è però un mosaico di situazioni. Proprio un puzzle, dove non tutti i gatti non sono bigi, e meno che meno neri. Basti guardare al fatto che riguardo a un aspetto clou come la quantità di spazi pedonalizzati, il dossier di Legambiente racconta che nei nostri territori le pedonalizzazioni sono aumentate del 70,4% nel giro di cinque anni. Un recupero a tappe forzate se è vero che siamo passati dal 51° al 31° posto.

Guai a farsi illusioni, però: ancora oggi ci superano perfino metropoli come Milano e Torino. Non solo: a Lucca l’area liberata dalle auto è quasi 17 volte più grande.

sos piste ciclabili

Curiosamente, l'allargamento delle aree pedonalizzate non va di pari passo con l'aumento delle piste ciclabili. Quantomeno altrove hanno marciato più spediti che qui da noi: siamo scesi dal 60° alla 70° posizione. Idem per gli altri indicatori che riguardano la mobilità a bordo dei bus: rispetto all'indagine di cinque anni fa l'utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei cittadini è sceso da 61 a 24,7 viaggi all'anno per ciascun abitante. Giù nel raffronto al 2016 anche l'offerta di corse: da 24 km-vettura per abitante si passa a 20,1.

Meno male che è in diminuzione anche il numero di quanti si sono fatti male in incidenti stradali: nel 2016 c'è una persona morta o ferita ogni 112 abitanti, adesso uno ogni 129. Resta il fatto che la flessione altrove è andata più veloce: in tutta Italia solo sette città fanno peggio di noi (e fra queste Pisa), erano quasi il doppio cinque anni fa.

Nell'arco del quinquennio migliora la situazione sul fronte dei rifiuti: sia sul fronte della produzione complessiva di immondizia sia in fatto di percentuale di raccolta differenziata Livorno sale di dieci posizioni. Nel primo caso dal 69° al 59°, nel secondo dal 57° al 47°. Su entrambi i fronti, però, peggiorando i parametri rispetto a quanto registrato nel 2020 dell'emergenza coronavirus.

Perdite idriche al 37%

Questo peggioramento recentissimo vale anche per la percentuale di acqua che va dispersa nella rete dell'acquedotto a causa delle perdite idriche: se dodici mesi fa eravamo fre le tre migliori città di tutto il Paese, adesso eccoci precipitati ben più in basso e con una quota di oltre il 37% di acqua potabile che sparisce lungo il percorso per arrivare ai nostri rubinetti.

Sul versante acqua e dintorni, vale comunque la pena di mettere l'accento su due parametri che ci vedono fra le dieci migliori realtà a livello nazionale: riguardo ai consumi idrici siamo fra i meno spreconi (con meno di 114 litri giornalieri a testa (mentre a Pisa ne usano più di 156 litri), nella depurazione siamo quasi sempre al top (almeno teoricamente la rete delle fogne è in grado di intercettare il 100%, poi in realtà qualcosa scappa).

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