Gioco
Certa politica “anti” non mi piace riapriamo il dialogo con i giovani
Ecco il punto di vista del prof e regista Lamberto Giannini «Non sono per la discoteca lì, ma neanche per questi comitati»
Il commento
Chi conosce Lamberto Giannini – prof, regista, pedagogista – sa che è uno che dice sempre come la pensa e che non gira troppo intorno alle parole. E anche in questo caso non la prende larga: «Non mi piace questa politica per cui si va in procura e si costringono i politici a prendere decisioni come quella di chiudere la Venezia a mezzanotte sulla base di minacce e non del dialogo. Non mi piacciono questi comitati di residenti che diventano comitati anti-tutto, anti-ragazzi, perché questo è...».
Detto questo, Giannini, che offre un punto di vista esterno alla vicenda, è schietto anche quando guarda alla futura trasformazione dell’ex multisala in piazza Grande.
«Io farei volentieri a meno della discoteca lì. Avevamo una grande fortuna a Livorno: i ragazzi andavano in Venezia, all’aperto, facevano anche minchia.. che davano fastidio ai residenti, li capisco, ma potevi vederli, quindi a un certo punto non potevano esagerare. Mi spaventa, invece, un posto al chiuso, che magari non sai chi lo gestisce. Non so in questo caso, perché non conosco i gestori, ma non piace l’idea».
«Noi avevamo il Cage, e fortunatamente a fine novembre ripartirà – chiosa guardando al mondo del divertimento giovane in città – che invece è un luogo adattissimo, bello, in un punto bello della città, che ha anche uno “sfogo” all’aperto e che è gestito da persone che sanno stare con i giovani. Insomma, non è un capannone. Nei capannoni – polemizza di fronte alle proposte di creare semmai attrazioni nelle zone industriali – ci devono andare i topi».
«Non credo – conclude quindi il docente di storia e filosofia e regista dei Mayor – che serva una discoteca in piazza Grande, ma non mi metterei a fare una guerra contro. Dall’altra parte non mi piace questa politica dei comitati anti. Bisogna avere il coraggio di riaprire un dialogo con i giovani, sopportare e ridare un valore a quello che era sempre stato uno stile secondo me ottimale dei ragazzi livornesi: “si va in Venezia e poi al Cage”». O comunque dove si fa musica di qualità. «Poi impegniamoci a riportarli anche ai concerti, a teatro, nei luoghi di cultura. Ma questo è un parere mio, magari da anziano».
J.G.
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