Gioco
Dal loggiato sparisce la lanterna storica “Al ladro, al ladro” Ma ce l’ha il Comune
Per giorni è giallo alla Camera di commercio, poi la soluzione «È nostra ma era attaccata alla linea di via Grande...»
Juna Goti
livorno. Un po’ fantozziana, un po’ alla Jessica Fletcher. Solo che protagonista della storia che stiamo per raccontarvi non è qualche tizio finito avvelenato al minuto due di una puntata della signora in giallo, ma un lampadario storico scomparso dalla corte esterna di uno dei palazzi più in vista della città e diventato per giorni e giorni un punto interrogativo sulle facce di una schiera di dipendenti della Camera di commercio. Per la serie: «Ma qualcuno sa dov’è finito?».
Ora, immaginatevi la scena: un giorno uno degli addetti dell’ente apre la finestra al primo piano, quella che dà sul loggiato di piazza Civica, e si trova davanti una lunga catena con attaccata solo la lampadina. Della lanterna che penzolava in quel punto da più di mezzo secolo neanche l’ombra: solo un gancio a forma di fiore rimasto appeso al soffitto.
Così nel palazzo scatta la ricerca della lanterna perduta. Perduta, ma impossibile da perdere, visto che si trovava attaccata al soffitto, a una decina di metri di altezza, circondata dalle inferriate del loggiato. Un po’ difficile e ingombrante da portare via così, senza neppure esser visti. Eppure nessuno sembra saperne nulla. Quindi?
«Quindi lei vuol sapere dov’è il lampadario? Ecco, ce lo eravamo chiesto anche noi...», ha risposto ieri mattina il segretario generale Pierluigi Giuntoli, facendo così venire a galla una storia che nei corridoi della Camera di commercio, ma pure in quelli dirimpettai del Comune, stava diventando quasi un bestseller degno di Agatha Christie.
«Siamo stati lì lì per denunciare il furto – confessa il dirigente mentre si lascia scappare un cenno di sorriso misto a un bel po’ di stupore – ma avremmo dovuto fare i complimenti ai ladri: le inferriate da scavalcare (ha visto come sono alte?), la pesante lanterna da sganciare a metri di altezza, nessun vetro a terra, niente di niente. Insomma via...».
Insomma, questa lanterna dov’é? “Al ladro, al ladro”, come in una puntata di Lupin. Ma la verità è che a prenderla è stato il Comune. Per sbaglio, o forse no.
L’intuizione l’ha avuta un dipendente della Camera di commercio, quando ha letto che anche tutte le luci storiche di via Grande, che si trova lì a pochi passi, erano state tolte dai portici e sistemate nei vecchi magazzini degli autobus targati Atl in attesa del restauro. «Vuoi vedere che...». Alla fine ci ha visto giusto.
«Il lampadario è di proprietà della Camera di commercio», premette la responsabile dell’ufficio provveditorato dell’ente camerale, Donatella Lunardi: è sempre stato sotto lo storico loggiato che una volta era la dogana della città, tra il municipio e il palazzo della Banca d’Italia (dove tra l’altro le luci simil via Grande sono rimaste al loro posto). Così come le lanterne dei portici del centro, risale all’immediato dopoguerra: a quanto risulta è stato appeso al soffitto a volte tra il 1947 e il 1953.
«All’inizio – riprende la responsabile – abbiamo pensato che il Comune lo avesse preso per errore, poi ci è stato detto che è stato tolto perché collegato alla loro linea elettrica». Può essere, quindi, che una volta arrivati in centro per portare via tutte le luci di via Grande e dintorni, gli operai abbiano staccato dal soffitto tutte quelle (simili tra l’altro) che risultavano attaccate alla stesa centralina. Peccato, però, che il lampadario in questo caso fosse dei vicini di casa.
Resta un mistero come nessuno si sia accorto degli operai al lavoro. «Di sicuro saranno venuti con il mezzo che ha il braccio meccanico e il cestello, poi l’ingresso che dà sul loggiato viene aperto solo in occasioni particolari, l’entrata principale dà sull’altra strada...». S
ta di fatto che ora la Camera di commercio chiederà indietro la lanterna. «Non sapevamo fosse attaccata alla rete elettrica del Comune, è una novità anche per noi, sistemeremo la cosa», la chiude qui Giuntoli: «Ci fa piacere averla ritrovata. Coglieremo l’occasione per risistemare tutta l’illuminazione esterna nel loggiato di quello è uno dei palazzi più antichi della città».
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