Gioco
Il mistero assurdo delle paline Quasi nuove e già rottamate
livorno. «Tutte le info su at-bus.it». Costano care le decine di “paline intelligenti” alle fermate bus eppure adesso valgono quanto un post-it giallo sul frigo: poco importa che all’interno vi sia un apparato elettronico in grado di dialogare con la rete dei bus che si muovono sulla mappa delle linee e di dare all’utenza informazioni utili nell’attesa del proprio bus.
Dietro quel messaggio abbastanza inutile c’è una storia che merita di essere raccontata: anche perché non si può proprio dire che le paline siano rottami vecchiotti e scalcagnati. Al contrario, sono state acquistate due anni fa e installate a cavallo fra il 2019 e lo scorso anno in tutta l’area servita da Ctt (e da altre aziende bus in altre città toscane). Insomma, non nuove ma quasi.
Fanno parte del contratto-ponte che la Regione Toscana aveva sottoscritto con le aziende di trasporto pubblico contendenti in attesa che i giudici risolvessero il contenzioso sull’affidamento del servizio: i soggetti in ballo avevano concordato di investire per evitare che nel frattempo il servizio bus progressivamente decadesse dal punto di vista operativo.
Ecco perché ad esempio la Ctt ha inviato alla Regione solleciti perché decidesse su che fine avrebbero dovuto fare queste paline con il passaggio al nuovo gestore del servizio: il ping pong va avanti da mesi perché in mezzo ballano fatture che valgono qualcosa come mezzo milione di euro solo per il consorzio che comprende Livorno.
Ma la cosa non è così semplice: a quanto risulta, le paline hanno un software poco compatibile con quello utilizzato dalla nuova società del servizio bus.
Dunque, l’azienda subentrante non sa che farsene e quella uscente idem. Al mezzo milione di fatture delle paline si aggiungano i costi per smontarle una per una e abbandonarle in magazzino.
Non è tutto: si rischia di infilarsi in un ginepraio di cause, visto che se la Regione le mette in collo ai nuovi gestori potrebbe ritrovarsi alle prese con una causa perché in tal modo si va oltre il limite di gara.
Mauro Zucchelli
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