Il Tirreno

Livorno

Alla Porto 2000 fra azienda e sindacati torna la guerra

Mauro Zucchelli

«Punizioni contro i delegati dei lavoratori, è inaccettabile» I vertici della società: non è vero, solo richiesta di chiarimenti 

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Mauro Zucchelli

LIVORNO. Quell’articolo del Tirreno, i vertici del Porto 2000 non l’hanno proprio digerito: e adesso sono partite le contestazioni personali contro i delegati sindacali che avevano criticato la società privatizzata che gestisce le banchine passeggeri. La Filcams Cgil alza i toni e parla di «provvedimento disciplinare». L’azienda risponde per le rime con una smentita: «Non è vero, non c’è nessun provvedimento disciplinare», tiene a precisare l’avvocato Matteo Pollastrini, legale della società.

savelli contrattacca

Solo un equivoco? Le spiegazioni vanno chieste all’amministratore delegato Matteo Savelli: «È solo una richiesta di chiarimenti rispetto ad affermazioni non vere fatte da nostri dipendenti, che sono sì anche delegati sindacali ma qui nessuno nega l’agibilità al sindacato».

Non erano semplici le relazioni fra lavoratori e azienda nella società del porto passeggeri nemmeno nell’ultima fase della stagione sotto le insegne pubbliche della proprietà in mano all’Authority (con la Camera di Commercio socio di minoranza). Figuriamoci adesso dopo la lunghissima transizione per il passaggio alla cordata della famiglia Onorato e del big Msc di Gianluigi Aponte: assegnazione provvisoria nell’aprile 2017, ma solo a maggio 2019 il subentro effettivo; poi il lunghissimo stop per la pandemia che ha bloccato inizialmente qualunque spostamento di passeggeri e per più di un anno le crociere.

il caso degli stagionali

Nel mirino le dichiarazioni degli esponenti Cgil Cisl Uil nella rappresentanza sindacale aziendale contro il fatto che «proprio adesso che sta ripartendo il traffico croceristico i lavoratori cosiddetti “stagionali” vengono mandati a casa: in 25 anni mai era accaduta una cosa del genere». Il riferimento è al fatto che, in occasione degli arrivi di love boat sulle banchine livornesi, si era preferito «utilizzare servizi esterni» anziché puntare sul personale precario. E qui è di nuovo la controparte aziendale a contrattaccare: «Invece del personale stagionale abbiamo mantenuto in forza dieci addetti alla security, una hostess e un operaio».

È la Filcams provinciale che, per difendere a spada tratta i delegati sindacali, va giù durissima in un post sulla propria pagina Facebook: parla di «episodio ignobile e irricevibile» e individua «un fine ben preciso: cancellare la rappresentanza sindacale dalla Porto 2000 per poter avere da ora in poi campo libero sulle politiche occupazionali presenti e future».

Il manager del gruppo Onorato non ci sta e al Tirreno respinge al mittente l’accusa: «Al contrario, nella mia visione il rapporto con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali è indispensabile: lungi da me l’idea di metterlo in discussione. Credo nei rapporti improntati alla lealtà e alla correttezza: e, ribadisco, quelli non erano argomenti sindacali».

in campo le categorie

Al di là delle reazioni social al calor bianco, si alza il livello dello scontro con i sindacati che schierano le organizzazioni provinciali di categoria: ribadendo il convincimento che sia in atto un attacco aziendale ai delegati, la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil ripercorrono le tappe che, a loro giudizio, hanno contrassegnato questa vicenda.

In realtà, il mugugno sindacale metteva di fronte a sé non solo gli aspetti contingenti ma anche un problema di prospettiva: gli investimenti per il nuovo porto passeggeri di Livorno quando si concretizzeranno, vista la crisi finanziaria del maggior azionista della Porto 2000 privatizzata? La questione però non si limita al braccio di ferro con l’azienda privata, i rappresentanti dei lavoratori avevano bussato anche a Palazzo Rosciano: non è un caso se il presidio è stato fatto sotto la sede dell’Authority guidata dal presidente Luciano Guerrieri e dal segretario generale Matteo Paroli. Occhi puntati su due vicende che i sindacati aziendali della Porto 2000 temono si traducano in un boomerang per i lavoratori del settore: da un lato, fa comodo a Onorato l’ok al rallentamento dei tempi sulla concretizzazione degli investimenti nel nuovo porto passeggeri; dall’altro, viene incontro alle istanze di Grimaldi la possibilità di ritagliar via, in questa fase di crociere ancora limitate, un’accoppiata di accosti all’Alto Fondale per usarli per traffici extra-crociere e rimediare ai problemi di accessibilità in Darsena Toscana con le nuove navi.

Fili da riannodare

Ma intanto c’è da rimettere insieme i fili, ricollegarli. Invece di parlare di quel che si muove (o non si muove) all’orizzonte, ecco che oltre a stigmatizzare «in maniera ferma e decisa» l’atteggiamento dell’azienda, le sigle sindacali di categoria prendono in mano la questione e fin da ora» chiedono «la riapertura immediata del tavolo negoziale che riconosca ai lavoratori le giuste aspettative sia attraverso l’integrativo aziendale che per la stabilizzazione degli stagionali».

Si ricomincia da lì, lo dice dalla sponda opposta l’amministratore delegato: «La discussione sull’integrativo c’è, è già previsto di rivedersi per approfondirla». Si ricomincia da lì, ma intanto c’è anche lo stato di agitazione e il preannuncio di «eventuali giornate di mobilitazione». Aspettando che a primavera la Pasqua sarà “alta” (17 aprile), dunque farà slittare un po’ in avanti la ripartenza, ma in tandem con le festività di fine aprile potrebbe dare un impulso positivo alla ripartenza che verrà. La città lo aspetta, e non solo per vedere questi giganti del mare arrivare sulle nostre banchine a un passo dalla Fortezza Vecchia.

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di Redazione web