Gioco
70 anni fa a Livorno il primo centro di chirurgia toracica in Italia
Eravamo un riferimento nazionale per la sanità: l’inizio a villa Corridi poi il reparto agli Spedali Riuniti
Settant’anni. Sono passati settant’anni da quel 1951, una data importante per la sanità livornese, che oggi ben pochi ricordano. E oggi che ne ricorre l’anniversario, proprio mentre con grande fatica si cerca di disegnare il futuro del nuovo ospedale e delle politiche della salute del nostro territorio, è significativo ricordare cosa accadde allora: nacque proprio qui il primo Centro Ospedaliero di Chirurgia Toracica in Italia.
L’evento ebbe grandissima risonanza e a inaugurarlo venne addirittura il professor Pietro Valdoni, all’epoca chirurgo insigne e docente all’Università “La Sapienza” di Roma.
A raccontarlo sono alcuni appunti del professor Francesco Gerini, livornese, coordinatore dell’apposito convegno e di altre iniziative che si svolsero in quei giorni mitici del 1951.
«Gli interventi di chirurgia toracica erano incominciati già nel 1949 presso il Sanatorio, inizialmente appoggiati ai reparti medici – ricorda Gerini –. Poi venne allestito un piccolo reparto autonomo. All’epoca la chirurgia toracica non era ancora uscita da quelle poche università e da un paio di sanatori che s’occupavano della materia».
Va detto per la cronaca che la nascita della struttura non aveva rappresentato una scelta a sé stante perché, da anni, il Sanatorio livornese di Villa Corridi era stato dal canto suo il primo Sanatorio Marino italiano.
Era infatti in piena attività a Livorno un terreno culturale e professionale di grande importanza, nei settori della Pneumologia e della Tisiatria.
A dirigere il Centro fu il professor Achille Gallinaro, allievo di Valdoni. All’inizio il reparto venne sistemata al piano terra del primo padiglione. Livorno, in quell’ambito, andava imponendosi per qualità e quantità di prestazioni, con innovative metodiche per la cura chirurgica dei danni provocati dalla tubercolosi. Attività che è proseguita anche con i successori di Gallinaro: per un breve periodo, il reparto rimase sotto la direzione del suo aiuto, proprio il professor Gerini e quindi fu diretto dal professor Adriano Bencini. Bencini ebbe, tra l’altro, il merito di portare il nuovo metodo di cura chirurgica dell’asma bronchiale, per il quale eseguì insieme alla sua equipe livornese circa venticinquemila interventi nell’arco di vent’anni.
Se dal punto di vista medico, prioritario è stato il merito di Gallinaro e del suo gruppo, è indubbio che altrettanto valore abbia espresso il supporto logistico e infermieristico, coordinato dalle suore del Cottolengo.
I pazienti venivano da ogni regione ed è quindi comprensibile che un tale volume di attività avesse bisogno d’un grosso percorso organizzativo. Al cui comando è impossibile non ricordare suor Giulia, al secolo Giacomina Fusi, caposala dal 1951 al 1991.
«Anche per noi giovani medici – racconta il professor Piergiovanni Soriani, direttore di Chirurgia Generale e Toracica dal 1986 al 2001 – suor Giulia ha rappresentato un’epoca fatta di umanità, professionalità e grande carisma. Ho avuto il piacere di conoscerla e apprezzarla dal 1963 fino al suo collocamento in pensione e posso dire che non si sarebbero potuti raggiungere quei livelli di qualità assistenziale, se non ci fosse stata la partecipazione di tanti e, fra questi, anche la sua»
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