Gioco
La Svs piange il socio Gianfranco Franchini, storico finanziere delle motovedette
Livorno: a fine carriera ha lavorato pure al centro radio di Montenero. Il figlio Fabio: «Grazie a lui sono diventato un volontario»
LIVORNO. Per oltre 30 anni ha lavorato in città come finanziere, dopo aver girato l’Italia fra Trieste, Gaeta e la Sicilia una volta arruolato. Sempre da appartenente alle fiamme gialle, il corpo che ricopriva fiero e con onore. Si è spento dopo una malattia, a 85 anni, Gianfranco Franchini, militare delle motovedette livornesi, appassionato di modellismo navale e socio della Svs, la Società volontaria di soccorso, così come il figlio Fabio che da quando è adolescente è volontario sulle ambulanze di Ardenza e via San Giovanni.
La scomparsa nella mattinata del 3 novembre, nella sua abitazione di via Nicola Costella, una traversa di via Zola. L’ottantacinquenne la moglie Maria Vita Honovich, le sorelle Silvia (poliziotta) e Patrizia (maestra) e i figli Fabio ed Elena. «Babbo è stato una vita in guardia di finanza – racconta il figlio Fabio Franchini – ed è andato in pensione nel 1994, proprio quando io sono entrato nella polizia di Stato. Ci siamo dati il cambio, per così dire, anche se io come agente e lui come militare. Se oggi sono un volontario della Svs è grazie a lui, che ne è sempre stato socio, e che in questo mi ha molto caldeggiato già da quando avevo 15 anni. Negli ultimi tempi ha sofferto di alcuni problemi di salute, poi c’è stato un peggioramento e stamani (ieri per chi legge ndr) purtroppo non si è più svegliato. È stato un grande padre e mi mancherà tantissimo ovviamente».
A soccorrerlo, in casa, sono intervenuti proprio i colleghi di Fabio, insieme al medico sull’ambulanza della Misericordia di via Verdi, che purtroppo non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Oltre a operare sulle motovedette del reparto operativo aeronavale degli scali Darsena, Franchini negli ultimi anni ha ricoperto altre mansioni al centro radio di Montenero. Originario delle Cinque Terre, del comune spezzino di Monterosso, non ha mai abbandonato Livorno, la città di cui si è innamorato appena arrivato e ha messo su famiglia, dopo aver conosciuto e sposato la moglie Maria Vita Honovich.
Amante del mare, anche negli ultimi tempi si prodigava per andare sul Romito ad ammirare le bellezze della nostra costa. «Il modellismo navale era la sua più grande passione – prosegue il figlio Fabio – dato che lui riprendeva i vecchi progetti e montava pezzo a pezzo navi e imbarcazioni in scala. Non lo faceva per soldi, visto che poi regalava tutti i modelli oppure conservava quelli a cui era più affezionato, esponendoli in casa. Altri suoi hobby era il collezionismo di francobolli e l’enigmistica, di cui era veramente molto appassionato».
Prima di trasferirsi alle porte del centro di Livorno, dove abitava tutt’ora, per otto anni ha vissuto a Rosignano, dove con la moglie aveva comprato casa dopo la pensione. Poi è tornato nella sua Livorno, per stare vicino ai figli, dove si era appunto trasferito quando la finanza lo aveva spostato di sede in Toscana. E qui, il 3 novembre, è scomparso al loro affetto e a quello dei tantissimi concittadini che lo conoscevano e stimavano tanto.
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