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Shangai, così rinasce l’ex casa delle suorine

J.G.
Shangai, così rinasce l’ex casa delle suorine

Nuova gestione dopo la chiusura: oggi il taglio del nastro. Appello ai volontari per un ambulatorio medico e per il doposcuola

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Livorno. Chi è nato e cresciuto a Shangai sa bene cosa quelle quattro mura strette tra via Giolitti e via Paretti significano per il rione. Nel 2012 se ne accorse anche il resto della città, quando alle finestre dei palazzoni popolari e perfino al terrazzo della Casa del Popolo di via Fratelli Bandiera spuntarono striscioni bianchi per salutare le sorelle di San Giuseppe dell’Apparizione, «le nostre suorine», richiamate dalla madre generale in Francia dopo trent’anni al servizio di Shangai. Oggi l’ex casa delle suorine sarà riaperta: il taglio del nastro è in programma alle 15, ci sarà il nuovo gestore e padre Adriano Scalini, guida della parrocchia della Sacra Famiglia.

Dopo qualche anno di attività di quartiere andate avanti a fasi alterne fino al 2019, da tempo la casa era rimasta chiusa e i locali avevano bisogno di una bella sistemata, come raccontano i tanti sacchi di erbacce e immondizia portati via nelle ultime settimane dai volontari. A riaprirla sarà Patrizia Pellicciari: curerà la gestione in supporto a Leonetto Colombi e in collaborazione con la parrocchia.

Pellicciari è una residente storica. «Ora non vivo più a Shangai – racconta – ma ci sono nata, sono cresciuta lì, nel cortile delle suorine, è un luogo che adoro e che non potevo vedere andare in malora. Mio padre a suo tempo dette una mano a costruire quegli spazi, faceva un po’ di manutenzioni per suor Adalgisa, che allora era la direttrice».

L’idea è di riaprire l’ex casa delle suorine per organizzare compleanni dei bambini, tombolate, tornei di burraco, mercatini dell’usato. Ma non solo. A quanto risulta, la parrocchia si sta dando da fare per portare in una delle stanze del complesso una sorta di presidio della Misericordia. «Cerchiamo anche un medico in pensione – racconta Pellicciari – per mettere in piedi un ambulatorio volontario. E speriamo che qualcuno – è l’appello finale – ci dia una mano per organizzare anche il doposcuola per i bambini. L’obiettivo è tramandare quello che era il lavoro delle nostre suorine».

J.G.

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