Gioco
Porto e silos granari, la storia fra cartoline e cambiamento
livorno. Al Rotary Mascagni, durante una conviviale nella sede dello Yacht Club al Porto Mediceo, il professor Giorgio Mandalis e il dottor Lorenzo Riposati, hanno alzato il sipario sulla storia del porto dall’Ottocento ad oggi con un focus sui silos granari (quello costruito un secolo fa e quello attiguo risalente agli anni Sessanta) della Calata Sgarallino-Punto Franco. Proprio il Silos “monumentale”, di recente, si è aperto alla città, proponendo visite e soprattutto – nel corso dell’estate appena trascorsa – una serie di eventi, partendo da vari spettacoli fra cui Alice durante Effetto Venezia, andato in scena anche nelle settimane successive un viaggio fantastico ad occhi aperti.
La conferenza introdotta dal presidente del Rotary Mascagni, l’avvocato Vito Vannucci, si è aperta con una introduzione del professor Mandalis, studioso della storia e dell’arte locale, appassionato collezionista di cartoline livornesi, che ha presentato l’attuale porto mediceo com’era prima ancora della costruzione della diga curvilinea e come, nel corso dell’Ottocento, si è trasformando. Si sono potute così ammirare immagini tratte da cartoline d’epoca in cui si vedono, i vecchi moli, la grande struttura dell’allora deposito franco (magazzini) e la vecchia capitaneria di porto non più esistenti, ma anche tutta una serie di infrastrutture scomparse e rimpiazzate da altre costruite nel periodo post bellico.
La parola è poi passata al dottor Riposati, amministratore unico della Porto Immobiliare, nata dalla scissione della Porto di Livorno 2000, che gestisce il vasto complesso immobiliare compreso fra la Calata Sgarallino, la Calata Punto Franco e la Fortezza Vecchia. Riposati, oltre ad essere un tecnico del settore (è commercialista), è anche un appassionato di storia livornese e in questi anni ha lavorato per avviare un percorso di valorizzazione dell’area a partire proprio dai silos granari, quello vecchio e quello nuovo. Un lavoro in linea con le finalità della società, che sono quelle di incrementare i servizi e il turismo legati al porto, ovvero ai passeggeri che possono essere quelli delle crociere, ma anche quelli dei traghetti. Così il silos granario, primo impatto visivo per chi arriva in nave, costruito negli anni Venti in cemento armato, dopo un lunghissimo periodo di abbandono, è stato recuperato con lavori alla facciata, ai punti ornamentali esterni e ad alcuni interni (il restauro è un work in progress composto da vari step), cioè al piano terreno che ha un’ampiezza di circa 800 metri quadrati. Tant’è, come abbiamo visto, che nell’estate 2021 è stato riaperto al pubblico, ospitando anche una serie di eventi. Riqualificare e recuperare il silos significa restituire alla città un pezzo della sua storia e per il futuro si guarda anche ad un intervento sulla fruibilità della Fortezza Vecchia (Parco Fortezza) , ad un Parco Modì e ad un archivio del mare. Il lavoro di recupero è stato nel frattempo accompagnato da un volume – “Il Silos Granario nel porto di Livorno: da architettura dell’economia a landmark urbano” (Pacini Editori).
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