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Livorno

Le voci dei condomini 

Disperazione e conta dei danni «Quella macchina era nuova»

L.B.
Disperazione e conta dei danni «Quella macchina era nuova»

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STAGNO. In questa palazzina fatta di sei famiglie che si conoscono tutte tra loro l’odore all’ingresso del fumo, di bruciato, si alterna al silenzio del primo pomeriggio. Quella tranquillità del quartiere di provincia è stata squarciata in un’alba di una domenica di fine ottobre dalle fiamme in un garage che hanno distrutto due auto e uno scooter. Il perché è il refrain che circola con maggior insistenza. Chi è in casa sta pulendo l’interno dell'abitazione. «Vede come è messo l’ingresso ora? Ecco, allora può immaginarsi anche gli appartamenti», fanno notare dal terrazzo. Non serve uno sforzo dell’immaginazione.

La porta a pochi metri da un piccolo giardino, qui in via Romita, quartiere fatto di palazzine e bifamiliari, è rimasta aperta a metà: difficile rimanere nell’atrio per molti minuti, visto l’odore. Le pareti sono annerite. Per alcuni, a seconda della posizione dell’appartamento, la conta dei danni sarà più cospicua ed è già partita in prima mattinata.

E nelle ore successive rimane quella facciata annerita, ristrutturata, raccontano i condomini, solamente un paio di anni fa e sulla quale adesso si dovrà intervenire nuovamente. Non c’è tanta voglia di parlare, è normale. «Siamo tutti rientrati nelle nostre case dopo l’intervento dei vigili del fuoco che ringraziamo. Abbiamo sentito un forte rumore che ci ha alzato praticamente da letto e poi il fumo, le fiamme e le urla di chi era già affacciato», ci dicono. Da lì la chiamata ai vigili del fuoco, le operazioni e una mattinata difficile da dimenticare. «Avvolgibili e finestre sono da rifare completamente, così come la facciata e ora continuiamo a pulire», aggiungono. Una macchina e uno scooter di quelli in fiamme, e ora distrutti e circondati dal nastro bianco e rosso nel garage, apparterrebbero al solito nucleo familiare che adesso non si dà pace. Si parla, ma con la promessa di non mettere nomi e cognomi. «Siamo sconvolti, la macchina aveva soltanto quattro mesi», ci ripetono. «Non sappiamo cosa dire, non ci spieghiamo cosa possa essere successo e i motivi, ma una cosa così è sconvolgente». Poche parole, alternate da lunghe pause che provano a non far trapelare le emozioni.

L.B.

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