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Sindaco querela consigliere Perini: «Bavaglio politico» Salvetti: «Pago di tasca mia»
livorno. Il sindaco ha deciso di querelare il consigliere comunale della Lega Alessandro Perini. A dare il via libera al percorso c’è una delibera, la 566, approvata dagli assessori. Nell’atto si legge che nel consiglio del 14 ottobre, il rappresentante di opposizione ha pronunciato «frasi offensive nei confronti del sindaco, da lui accusato di accompagnarsi e farsi fotografare con soggetti indagati». Per la giunta una «condotta che ha determinato un gravissimo danno alla onorabilità del sindaco, in quanto finalizzata a screditarne la persona e l'istituzione che rappresenta».
Ieri Perini ha risposto imbavagliandosi e stringendo tra le mani la foto della politica birmana Aung San Suu Kyi, «non per fare paragoni con la storia personale della celebre dissidente politica, ma per evidenziare la pericolosa vicinanza con quello che accade nelle dittature». «Salvetti – si arrabbia – vorrebbe un'opposizione silente o preferibilmente imbavagliata. Questo, però, in democrazia non è possibile, se ne faccia una ragione». «Ha addirittura riunito la giunta – sottolinea – per impegnare il Comune a procedere a denunzia querela e costituzione di parte civile contro di me. È scandaloso utilizzare la macchina amministrativa, con i suoi dipendenti e le risorse economiche comunali, per attaccare dal punto di vista giudiziario e tentare di tacitare un consigliere dell'opposizione. La querela di Salvetti non mi fa paura, perché ciò che ho detto è vero e ne ho le prove». Perini il 14 ottobre, a proposito degli “indagati”, aveva fatto il nome di una persona riferendosi a una vicenda che conosce da vicino, ma lo aveva fatto nella parte secretata della seduta. «Mi preoccupa, invece – riprende – la pericolosità di questo precedente politico. Si tratta di una vera e propria censura. La decisione presa dal sindaco e dalla sua giunta è talmente clamorosa che non si trovano casi analoghi in tutta Italia. Si tratta di un vulnus nella vita democratica del consiglio». E «per ricordare a Salvetti che il Comune non è cosa sua e che anche chi sta all'opposizione ne fa parte, ho deciso di chiedere il patrocinio legale a spese del Comune, così come previsto dalla legge».
Dall’altra parte Salvetti si limita a rispondere a Perini e ai vertici leghisti che «la condotta del consigliere ha determinato un gravissimo danno alla mia onorabilità, in quanto finalizzata a screditare la mia persona e l'istituzione che rappresento. L’avvocatura civica valuterà se ci sono gli estremi, dopodiché firmerò io la querela e la farò a mie spese, con il mio avvocato».
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