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Dopo Colle no di M5s e Pd a un’alleanza bis in città «Qui distanze siderali»

J.G.

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livorno. Se a Collesalvetti da due giorni Pd e 5 Stelle governano insieme, a Livorno le forze politiche si affrettano a sottolineare, non senza qualche imbarazzo, che “lì avranno anche avuto i loro buoni motivi, ma qui la stretta di mano non s’ha da fare”.

Prendiamo per esempio il commento scritto ieri dai consiglieri comunali del M5S, capitanati dall’ex vicesindaca Stella Sorgente. Dopo gli auguri di rito al grillino Daniele Rossi, che a Colle è diventato presidente del consiglio – e la sottolineatura che «da parte nostra continueremo a collaborare con il gruppo consiliare su temi come la riconversione ecologica dell’Eni, la bonifica del Sin e il no alla prospettiva di un gassificatore di rifiuti» – viene detto a chiare lettere che «quello che è stato possibile a Collesalvetti non lo è a Livorno».

La scelta fatta a Colle, «sostenuta anche dal nostro parlamentare Francesco Berti», viene evidenziato, «dimostra la percorribilità del modello indicato dal presidente Conte, che prevede accordi a livello locale con il centrosinistra “dove questo è possibile”, ovvero dove il contesto, i temi e le personalità politiche lo rendono possibile». Ma a Livorno le distanze vengono definite «siderali»: «Lo stato di degrado in cui sta nuovamente precipitando la città parla chiaro, l'attuale Pd e il contesto storicamente determinato da questo partito in città, sono diversi da Colle».

Distanti, viene rimarcato, «sulle scelte in materia di bilancio ed entrate, lavori pubblici, urbanistica, salute (nuovo ospedale al Parterre), decoro urbano, gestione dei rifiuti (aumento della Tari a fronte del calo della differenziata), gestione della commissione speciale sull’anticorruzione (si preferisce la Lega al M5S per la presidenza)». Sono solo «alcuni dei motivi per cui ci sentiamo incompatibili con il centrosinistra locale». Poi, al sindaco Luca Salvetti: «Ha voluto marcare in tutti i modi possibili e talvolta anche grotteschi la differenza fra l’attuale amministrazione e la precedente, facendo fatica, anche dopo due anni e mezzo dalle elezioni, ad assumersi le proprie responsabilità di governo». E «il Pd ha provveduto ad effettuare, da parte sua, una completa restaurazione del potere di epoca Cosimi, senza rinnovarsi».

Insomma, nessun punto di incontro, ognuno avanti per la propria strada. Su questo M5S e Pd sono d’accordo anche all’ombra dei Quattro Mori. Lo dice, seppur con toni diversi, anche il segretario Dem Federico Mirabelli: «La storia politica e amministrativa di Colle è diversa da quella di Livorno e i rapporti tra l’attuale amministrazione di Colle e il M5S sono stati sempre costruttivi. Ma Livorno ha una storia diversa, simile a quella di Roma, una storia che porta in eredità uno scontro politico forte. È qualcosa che si può superare, ma col tempo e con attori diversi». E il riferimento sembra proprio a chi era nella precedente giunta M5S. «Quindi no, l’alleanza a Livorno non s’ha da fare, non è matura un’operazione di questo tipo».

J.G.

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