Il Tirreno

Livorno

Rossi guida il consiglio Così ora a Collesalvetti Pd e Movimento 5 Stelle governano insieme

Juna Goti

Sembrano lontanissimi i tempi delle battaglie tra l’ex sindaco renziano e lo sfidante grillino. Ora ecco gli «obiettivi comuni». E si apre un fronte 

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politica

C’era una volta un sindaco renziano che guidava un Pd livornese schierato tutto contro Filippo Nogarin e che aveva fatto della sua Collesalvetti un fortino anti-M5S. Poi c’era il suo sfidante, un operaio metalmeccanico con una storia sindacale targata Fiom, che al Pd non le mandava a dire e che era il primo portabandiera dei 5 Stelle. Il primo si chiama Lorenzo Bacci, il secondo Daniele Rossi. Ecco, basterebbe partire da qui per raccontare come è cambiato un mondo. Perché da ieri Daniele Rossi è il nuovo presidente del consiglio comunale di Colle e il Movimento 5 Stelle è entrato a tutti gli effetti nel recinto della maggioranza. Gli stellati, insomma, sono al governo con i dem. E se è vero che a Roma gli schemi sono saltati da tempo e nel governo Draghi convivono tutti o quasi, nel territorio livornese (il capoluogo è stato per cinque anni ring nazionale della lotta Pd-M5S) è il primo caso in assoluto di questo tipo.

A sgombrare il campo da equivoci ci ha pensato direttamente una nota inviata ieri dal Pd di Colle sull’«allargamento della maggioranza a seguito di accordo programmatico di Pd e Collesalvetti Civica con il Movimento 5 Stelle». Accordo che si è materializzato proprio con l’elezione di Rossi a presidente. Perché? È «la naturale conseguenza», viene scritto, «del fatto che nei due anni precedenti sono stati numerosi i punti di dialogo e di accordo». E «ciò risulta anche in linea con le dinamiche nazionali che hanno visto con la nascita del precedente governo Conte un esempio di buon governo progressista che nel tempo si è articolato su territori e realtà locali». Attenzione al passaggio che viene dopo: «Si va a rafforzare ulteriormente una maggioranza che ha creduto fin dall’inizio e continua a credere nei valori del civismo, della prossimità». Rafforzare la maggioranza: non è mistero che con le dimissioni da presidente del consiglio di Enrico Frontini (Cittadini in Comune) e l’addio alla giunta di Dario Fattorini (che ha palesato il malcontento di Colle Civica) i numeri del Pd hanno iniziato a vacillare.

Ora le tre forze hanno sottoscritto un programma che «riassume gli obiettivi da realizzare da oggi alla fine del mandato». Partendo, si legge, da un «giudizio positivo di quanto fatto fino a oggi con gli investimenti nel settore dei lavori pubblici, che sono raddoppiati, nell’edilizia scolastica, che è stata una priorità con oltre 1,7 milioni ...», e così via.

Il sindaco Adelio Antolini taglia corto così sull’accordo che apre un fronte: «A Colle non è un fulmine a ciel sereno, è qualcosa maturato nei due anni di mandato, i presupposti c’erano tutti». E a chi gli chiede se i 5 Stelle entreranno anche in giunta, risponde che «non ci sono opzioni di questo tipo, nella maniera più assoluta».

Rossi, che si racconta vicino politicamente al parlamentare M5S Francesco Berti, dice di volersi ora concentrare sul lavoro che lo aspetta: «Per sostituire una persona come Frontini servirà il massimo impegno». E liquida così quello che è stato in passato: «C’è stato l’avvicinamento di una maggioranza che rispetto al mandato precedente ha guardato più a sinistra, l’ala renziana di prima rendeva impossibile questo tipo di dialogo».

Juna Goti

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