Il Tirreno

Livorno

l’allarme 

«È previsto un forte aumento delle infezioni influenzali»

G.C.

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LIVORNO. «Si presume che quest’anno ci possano essere più casi di influenza rispetto all’anno scorso», ha detto una settimana fa il primario di Malattie Infettive Spartaco Sani in un’intervista al Tirreno.

Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi e segretario provinciale della Fimmg, concorda: «L’anno scorso l’influenza ha girato pochissimo grazie alle misure di contenimento contro il Covid – evidenzia –. Noi abbiamo visto anche pochissimi raffreddori. Adesso che le profilassi sembrano meno rigide, il rischio di un allargamento della diffusione del virus influenzale è concreto. Non si ipotizza un ritorno ai livelli precedenti al Covid, ma comunque una crescita».

A questo quadro va aggiunto che appena due giorni fa l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha sottolineato che «un forte aumento delle infezioni influenzali durante l’attuale pandemia di Covid potrebbe avere gravi conseguenze per gli anziani e le persone con un sistema immunitario debole, con un onere aggiuntivo sui sistemi sanitari già messi a dura prova».

L’indicazione a vaccinarsi contro l’influenza insomma assume ancora più importanza. «Consigliamo tutti coloro che rientrano nelle categorie indicate a vaccinarsi – dice Angeletti –. La somministrazione è importante anche perché permette di evitare confusione di diagnosi, visto che i sintomi di Covid e influenza sono spesso sovrapponibili».

La vaccinazione è consigliata e gratuita per i cittadini sopra i 60 anni e per quelli appartenenti alle categorie a rischio: bambini di età superiore a 6 mesi e fino a 6 anni, adulti affetti da particolari patologie croniche (malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, circolatorio, renale, malattie degli organi emopoietici, diabete e altre malattie dismetaboliche, sindromi da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata produzione di anticorpi, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici); bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, bambini pre-termine e di basso peso alla nascita; donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica; addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (sanità, scuola, trasporti, ordine pubblico) e per il personale di assistenza o i familiari di soggetti ad alto rischio.

«Mi auguro che il personale sanitario risponda in maniera massiccia alla vaccinazione anti-influenzale», commenta Spartaco Sani. «Le motivazioni quest’anno sono ancora più stringenti: sarebbe grave ritrovarsi l’influenza e le problematiche ad essa correlata dentro l’ospedale».

G.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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