Italia
Siamo da primato (e da podio) per furti nei negozi e di motorini
Livorno. Nella classifica finale Livorno, inteso come Provincia, finisce nella top-ten: un nono posto, davanti a Genova, e dietro al podio formato da Milano, Bologna e Rimini, ma anche dietro alle toscane Prato (quarta) e Firenze (quinte).
È la classifica finale dell’indice di criminalità del 2021 del Sole 24 ore. Un dato complessivo che, con quasi 13mila denunce totali, fa balzare nelle prime dieci (su 106 in totale) la provincia labronica per il rapporto con gli abitanti: quasi 3,9mila denunce ogni 100 mila abitanti. Erano state oltre 15,6mila le denunce per il 2020 (sempre nono posto). Tornando all’anno in corso, ci sono poi tutte le voci – le 37 «tipologie di reato» – che contribuiscono a quella che è la graduatoria finale. Tra queste in due casi la nostra provincia è da primato o quasi. Il primo posto è per il capitolo “Furti in esercizi commerciali”: 618 denunce. Il podio, secondo posto, per i furti di motorini nello specifico. Ma veniamo ai numeri, frutto dell’elaborazione del Sole 24 ore su dati del dipartimento di pubblica sicurezza (ministero dell’interno). «I dati – spiegano – fotografano i delitti “emersi” in seguito alle segnalazioni delle forze di polizia»; cifre rapportate «alla popolazione residente della provincia (popolazione Istat 2020)». E così, se in alcuni casi, la provincia (fortunatamente) scivola nelle ultime posizioni, come vedremo, in altre se non è podio poco ci manca.
I punteggi più alti
Come per la tipologia “riciclaggio e impiego di denaro” che con 28 denunce porta la provincia labronica alla quarta posizione in graduatoria. Sulle “lesioni dolose” è quinto posto nazionale che diventa primo se si limita la ricerca alla Regione Toscana (445 denunce). Per i furti, più generalmente, la provincia livornese rientra nelle prime dieci province (è ottava, con 5394 denunce nel dato complessivo tra tutte le tipologie) con un nono posto con le auto in sosta nel mirino dei furti e, come detto, il primo per quelli nei negozi e il secondo con l’attenzione sui motorini. Numeri sempre da “prime dieci” province per le “rapine in uffici postali” (un paio, contro le quattro della provincia di Nuoro che apre la graduatoria a questa voce). Danneggiamenti (dodicesima) e contraffazione (quindicesima) sono altre tipologie nelle quali la graduatoria racconta di una provincia che rientra nelle prime venti. Mentre per le violenze sessuali, con 28 denunce, è 25esima ed è sempre nelle prime trenta per i furti in abitazione (28esima, con 226 ogni 100 mila abitanti).
Quelli più bassi
Uscendo dalle prime trenta, invece, alla posizione numero 34 si trova la voce “stupefacenti”, sempre per la nostra provincia. Passando all’altro lato della graduatoria stilata, la provincia di Livorno è al 94esimo posto su 106 per le denunce che riguardano “truffe e frodi informatiche”. A metà, invece, per incendi, «associazione per delinquere», così come per «omicidi volontari consumati», con una denuncia (67, la posizione della graduatoria ricalibrata in 0,3 denunce per 100 mila abitanti); 87esima per «omicidi colposi» (sei denunce).
L.B.
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