Toscana
Noi collaborativi al massimo e i nuovi invece si lamentano
«Vi spiego come abbiamo fatto proprio di tutto pur di limitare i disagi nella fase di passaggio»
livorno. «Prima di tutto merita rispetto la Ctt e lo meritano gli oltre sessanta Comuni toscani che ne fanno parte, meritano rispetto i lavoratori che voglio qui salutare». Filippo Di Rocca è l’avvocato livornese che negli ultimi mesi ha guidato l’azienda bus che domenica tira giù la saracinesca. Anzi, no: sopravviverà ma “in liquidazione” per concludere una lunga sfilza di riscossioni e pagamenti («fino a restituire ai municipi la loro quota di capitale sociale, complessivamente parliamo di 41,5 milioni di euro»).
Se s’inalbera è per la sberla arrivata dal numero uno di Autolinee Toscane, l’ex sindaco scandiccese Gianni Bechelli, che ha sparato ad alzo zero: dice che il vecchio gestore mette i bastoni fra le ruote e gli ha consegnato un carrozzone di bus talmente vecchi e malridotti che dovranno noleggiarne 62.
macché boicottaggio
«Boicottarli: ma vogliamo scherzare? Noi di Ctt – Di Rocca è proprio arrabbiato – siamo andati ben al di là della più leale collaborazione pur di evitare che fossero i cittadini a pagare lo scotto del trapasso, e ora salta fuori con queste accuse strampalate. Faccia nomi e cognomi, spero proprio non siano un metter le mani avanti di fronte agli eventuali difficoltà del compito che li attende. Semmai mi sarei aspettato magari due righe rituali in risposta agli auguri di buon lavoro al momento della sua nomina o che fosse presente alle tante riunioni di queste settimane». Poi aggiunge: «Mi domando come abbia fatto a dimenticarsi dell’accordo fra gentiluomini che abbiamo trovato fra noi e loro, figuriamoci se mi metto a fare le bizze».
Di Rocca mette in fila l’elenco di aspetti che stanno fuori dalla gara regionale «eppure li abbiamo forniti in un clima di collaborazione». Quali? Il personale: ovviamente passerà al nuovo gestore ma «già da tempo» il subentrante ha organizzato in orari di ufficio corsi di formazione (così che «abbiamo pagato noi centinaia di ore di lavoro e oltretutto privandoci dei nostri addetti in quegli orari»). Le figure di riferimento: «Sono stati assunti prima del subentro alcune figure apicali, abbiamo detto ok anche se ci ha creato qualche problema»). Il problema autisti: in virtù dell’ostilità al Green pass si sono verificati numerosi forfait di conducenti, «abbiamo varato un gruppo di assunzioni per garantire la regolarità del servizio anche se resteranno con noi solo pochi giorni e poi Autolinee Toscane si ritroverà tutto fatto». Idem per il servizio di trasporto scolastico: la Regione ha chiesto «a inizio settembre» che fossimo noi uscenti a mettere a punto la complicata macchina organizzativa, salvo poi consegnare il pacchetto bell’e pronto al subentrante». I beni e le sedi: ok anche al moltiplicarsi di sopralluoghi relativi a «tutti gli immobili e tutti i mezzi» («e nelle ultime ore ha aggiunto la richiesta di poter utilizzare nostri immobili che non rientravano fra quelli per i quali era previsto il subentro, stiamo concedendo anche quello»).
il caso dei biglietti
Ma la cosa eclatante è forse sul fronte dei biglietti, aggiunge Di Rocca: «Pur di facilitare il passaggio dai nostri biglietti ai loro, li abbiamo accolti all’interno delle nostre biglietterie con una cooperativa incaricata di vendere i loro biglietti e i loro abbonamenti un mese prima che cominciassero il servizio. Più di così, cosa pretendono?».
No, c’è qualcosa di ancor più rilevante e riguarda praticamente il cuore dell’azienda: programmi informatici, banca dati e gestionali vengono passati nelle mani del nuovo gestore. Di più: anche i contatti dei fornitori.
Di Rocca allarga le braccia come per dire: cosa potevamo fare di più per favorire un trapasso senza scossoni dopo che la vicenda ha preso la piega che ha preso? In fondo tutto, altro che aziende concorrenti: si tratta di gruppi che se le sono date di santa ragione per anni in tutte le sedi giudiziarie...
ma i bus sono vecchi
Il cuore delle accuse della società rivale, però, riguarda lo stato dei bus. «L’abbiamo sempre detto che il parco mezzi è vecchio. Del resto, il Covid l’abbiamo pagato caro: i ricavi sono passati da 102 a 84 milioni, e solo una piccola parte arriva dai biglietti pagati dagli utenti: 23 milioni nel 2019 e solo otto lo scorso anno. La realtà vera è che a lungo, in attesa che si risolvesse l’impasse, abbiamo potuto funzionare solo contando su contributi erogati di mese in mese, sapendo a fine mese che avremmo dovuto far girare i bus anche nel mese successivo. L’abbiamo fatto senza licenziare nessuno, con la capienza a lungo dimezzata e gli introiti dei biglietti precipitati giù del 63%». Tradotto: è un miracolo aver fatto funzionare il servizio.
Non è tutto: «La Regione ha già annunciato che presto entreranno in servizio decine di bus acquistati con soldi pubblici grazie a quattrini europei o statali, ma mi dite voi di cosa si lamentano?».
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