Il Tirreno

Livorno

L’iniziativa 

Il Comune assicura: «È un messaggio per sensibilizzare chi è poco civile...»

S.F.

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Livorno. «Quello di oggi (ieri, ndr)è l’inizio di una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione che ovviamente non intende sostituire la campagna sanzionatoria che è di competenza della polizia municipale. Però la vuole integrare. Un’idea che avevamo da tempo, era nel documento unico di programmazione, ma la pandemia ci ha impedito di realizzarla prima. Ne abbiamo parlato più volte con il garante e finalmente possiamo iniziare col primo passaggio. Non necessariamente la persona che prende una sanzione capisce qual è il comportamento che viene sanzionato, o viene consapevolizzato rispetto all’impatto del suo comportamento sulla vita delle persone. Ed è importante cominciare a seminare una nuova consapevolezza: quella di far capire che determinati comportamenti limitano fortemente la vita delle altre persone, coloro che hanno un’autonomia motoria ridotta. In alcuni casi si tratta di persone con disabilità, ma si potrebbe trattare anche di persone anziane, o madri che hanno il passeggino, o degli stessi bambini». Con queste parole l’assessore Andrea Raspanti dà il via alla simbolica camminata. La prima tappa di un itinerario che nelle prossime settimane andrà a coprire buona parte dell’area cittadina. «La volontà dell’amministrazione, delle associazioni e del garante è quella di far passare un messaggio chiaro, di civiltà. Ci sono dei comportamenti da evitare: parcheggiare l’auto sul marciapiede, oppure lungo gli scivoli dove ci sono le strisce pedonali è un comportamento che impedisce ad alcune persone di poter usufruire degli spazi pubblici. Non è l’unico problema della città, in termini di accessibilità, Livorno deve crescere molto anche a livello di barriere architettoniche e a breve sarà affidato l’incarico per il nuovo piano di eliminazione delle barriere architettoniche, condotto in collaborazione con l’ufficio del garante e con le associazioni. Ci sono anche barriere culturali: comportamenti che fanno vedere quanto ancora siamo indietro nell’idea di una città pubblica, davvero alla portata di tutti». Un intervento profondamente significativo. «Queste sono sanzioni morali, un messaggio chiaro su un cartoncino rosa, colore tipico delle multe, con il quale speriamo di riuscire ad aiutare le persone a fare spazio a questa nuova consapevolezza». E le iniziative non finiscono qui. «Non sarà l’unica azione che intraprenderemo. Le associazioni hanno già realizzato dei video sul tema dei comportamenti-barriera che saranno presto presentati in una sede istituzionale: aiutano a capire che una bici legata in un certo modo e l’auto parcheggiata in un altro, limitano la libertà di alcune persone, limitano un diritto sancito dalle carte internazionali, il diritto alla mobilità personale di tutti. Esiste un problema di parcheggio, però sapere questo non può tradursi in un alibi per fare quello che ci pare come pur di avere la macchina sotto casa parcheggiare laddove è previsto un passaggio per il transito pedonale. Oggi (ieri, ndr) è una prima passeggiata in una delle zone più popolate di Livorno. Un momento in cui cerchiamo di piantare un seme e siamo già in ritardo per una battaglia di tutti, di decoro e di civiltà». Soddisfazione anche nelle parole di Valerio Vergili, garante per la disabilità del comune di Livorno. «Una bella iniziativa – afferma –. Il primo passo di una serie messe in campo dall’amministrazione comunale, da me, e dall’ufficio dell’osservatorio per sensibilizzare la città. Perché la città è di tutti, non è di qualcuno in particolare. Queste multe “simboliche” spero che possano servire anche alle nuove generazioni perché saranno coinvolte le scuole, i circoli didattici, in modo da permettere a classi di bambini di andare in giro a vedere quali sono i comportamenti nocivi per altri. Un primo passo di una grande consapevolezza cittadina. Speriamo di arrivare in fondo a questo percorso».

S.F.

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