Gioco
Innamorati pazzi dell'Us Livorno: in 4.000 per la partita contro il Cenaia
Il Livorno fa il pieno di spettatori. In serie C solo il Bari ha più pubblico e in B pochi club ci superano
LIVORNO. Quattromila persone allo stadio. Quattro mila cuori amaranto che esplodono di gioia al gol di Ghinassi, per poi tornare subito a soffrire negli ultimi minuti di gara. E ancora il sospiro di sollievo sull'errore da due passi di Rossi e la consapevolezza di aver portato a casa tre punti di capitale importanza al triplice fischio del signor Nencioli. Quattro mila voci che incitano gli amaranto, brontolano per qualche palla persa malamente e vorrebbero magari fare i cambi al posto di Buglio. In pieno stile del tifoso livornese, che poi però a fine partita si spinge alla balaustra e applaude la squadra, con il cuore che dall'orgoglio per poco non esce dal petto. La bandiera amaranto in alto al cielo. E sotto quattromila livornesi. Un dato da scrivere, riscrivere e sottolineare. Un numero pazzesco se si considera che gli amaranto sono in Eccellenza, ben lontani dal cosiddetto calcio che conta. A confermare quanto detto ci sono come sempre i numeri che, inequivocabili, non lasciano spazio ad interpretazioni.
Le medie stagionali raccolte in queste prime partite danno già dei segnali importanti. Certo, c'è da sottolineare come ancora non tutte le tifoserie organizzate abbiano deciso di tornare allo stadio, sugli spalti, anche se la maggior parte di esse con la recente riapertura degli impianti al 75 per cento lo ha fatto. In Toscana, l'ultima in ordine di tempo a esser tornata sui gradoni è la Curva Nord Maurizio Alberti del Pisa che contro il Pordenone, da capolista della Serie B, ha fatto segnare quota 6.388 presenti, con la media stagionale che si attesta a 4.573, non troppo superiore a quella degli amaranto di Toccafondi, in particolare se si considerano le tre categorie di differenza.La geografia del tifoContinuando a dare uno sguardo in Regione, la regina è ovviamente la Fiorentina che grazie al gioco spumeggiante di Italiano e ai buoni risultati, contro il Cagliari ha sfondato quota 20mila, mentre l'Empoli nella sconfitta interna contro l'Atalanta aveva fatto registrare 6.214 spettatori, alzando la media stagionale che si attesta poco sopra i 4mila, praticamente come il Livorno. Certo, il bacino d'utenza labronico è maggiore, ma gli azzurri sono in massima serie.
E se il confronto viene fatto con squadre di categorie più basse non c'è partita (come dimostra la tabella in alto). Siena, Grosseto, Lucchese, Pistoiese e Carrarese tutte racchiuse tra i 2500 e i 500 paganti di media in Serie C. In alcuni casi, come ad esempio nella città del marmo, il tifo organizzato non è ancora tornato alla stadio, ma il divario con i presenti al Picchi è e rimarrebbe abissale. Sempre rimanendo in Serie C, solo il Bari ha una media spettatori decisamente superiore al Livorno. I galletti hanno superato quota 20mila nel derby infrasettimanale con il Foggia e sfruttano al massimo un bacino almeno due volte superiore a quello labronico e una tifoseria galvanizzata dal primo posto in classifica. Ma nella terza serie nazionale solo i biancorossi e il Palermo che contro il Francavilla ha di poco superato i 5mila paganti, hanno numeri migliori di quelli amaranto. Il resto della categoria è tutto al di sotto. Con le big dei tre gironi Reggiana, Foggia, Cesena, Modena e Taranto che si attestano tutte tra i 4000 e i 3000 presenti allo stadio. Ed anche in Serie B la situazione è analoga. Poco meno di metà della cadetteria si ferma sotto la media numerica del Livorno.
Tra queste ci sono piazze come Perugia (3.612), Spal (3.395), Cremonese (3.098), Alessandria (2.595), Monza (2.281), Como (2.250) e Crotone (2.089).Insomma, se appena conosciuto il dato degli spettatori contro il Cenaia si pensava fosse ottimo, dopo questi numerosi confronti il totale dei tifosi al Picchi diventa eccezionale. Non è certo una novità per il popolo amaranto e non c'è bisogno di certe conferme per accorgersi dell'entusiasmo completamente rinato in città. Ma dopo anni di calo delle presenze, vuoi per il Covid, vuoi per la gestione Spinelli e per un ricambio generazionale che aveva bisogno del suo tempo, c'è di nuovo una certezza. Il Livorno è più che mai dei suoi tifosi. Follemente innamorati dell'amaranto. E pronti a seguirlo ovunque. Con la sciarpa al collo e biglietto già in mano in direzione Santa Croce Sull'Arno. Non è San Siro. Ma che vuoi che sia, è il refrain che circola tra i tifosi.
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