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Guerriglia di Buontalenti. Tre arresti per droga dopo le perquisizione, ma sono estranei alla rissa
Livorno: hanno 27, 24 e 23 anni abitavano a Salviano insieme a un trentenne accusato di aver preso parte alla spedizione punitiva
LIVORNO. La loro sfortuna – per così dire – è stata quella di abitare con un connazionale che avrebbe preso parte alla rissa di via Buontalenti. Per questo, nonostante con la guerriglia vicino al Mercato centrale non centrassero assolutamente niente, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In casa loro, i carabinieri della Compagnia di Livorno, hanno trovato «15 grammi di droga (dieci di cocaina e cinque hashish), un bilancino di precisione, materiale utile al confezionamento e 240 euro in contanti, verosimilmente provento di spaccio», spiega in una nota l’Arma provinciale.
In manette sono finiti il ventisettenne Barak Zouhir, il ventiquattrenne Mouamed Amine Belaswed e il ventitreenne Mohamed Yassine Jandoubi, tutti tunisini. I tre amici, stando a quanto ricostruito, si trovavano in un appartamento di via Vecchia di Salviano (dove presumibilmente abitavano) insieme a un trentenne, loro coinquilino nonché l’uomo che stavano cercando i carabinieri, in quanto solo quest’ultimo avrebbe partecipato ai disordini dello scorso 15 settembre, mentre i tre non facevano parte del gruppo che si è fronteggiato con spade, sciabole, sedie e coltelli. Il blitz nell’abitazione di Salviano è avvenuto lo scorso 8 ottobre e i quattro (i tre arrestati per droga e il trentenne, indagato per rissa aggravata) sono difesi dall’avvocata Alessandra Natale. Fra l’altro, al trentenne che avrebbe preso parte ai disordini, non sono state trovati armi bianche e lui è fra i 20 denunciati senza altre misure restrittive o daspo urbani.
Zouhir, Belaswed e Jandoubi – trasferiti nel carcere delle Sughere – sono stati rimessi in libertà, come richiesto e ottenuto dalla legale di fiducia, e per loro su disposizione del giudice per le indagini preliminari è stato deciso il divieto di dimora nel comune di Livorno. L’udienza è stata rinviata a dicembre.
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