Gioco
«Due concorsi di progettazione sono un vanto per Livorno»
L’Ordine degli architetti spiega il modello scelto per i professionisti «Consentirà la realizzazione delle opere e garantirà l’equo compenso»
l’intervento
Come presidente dell’Ordine degli architetti e a nome del consiglio dell’Ordine mi sento in dovere di scrivere queste poche righe per rafforzare concetti già ampiamente espressi negli scorsi giorni dall’assessore Silvia Viviani e che hanno coinvolto sia l’Ordine che il Consiglio nazionale, attraverso il protocollo d’intesa siglato dal mio predecessore: il presidente uscente Daniele Menichini. Il rapporto intrapreso dell’Ordine con l’amministrazione all’interno dei due temi concorsuali di via Grande e dell’area Mercatale è stato quello di fare da trait d’union tra l’amministrazione comunale e il Consiglio nazionale degli architetti al fine di mettere a disposizione, a uso gratuito, la piattaforma per lo svolgimento dei due concorsi utilizzando il metodo di trasparenza assoluta dell’anonimato nella gestione. Mi preme inoltre precisare, come ampiamente argomentato dall’assessora Viviani, che dette tipologie di concorsi sono stati redatti su modelli concorsuali definite dalla normativa dei lavori pubblici, la legge 50/2016, e approvati sia dall’Anac, che dalla Rete delle professioni tecniche nazionale, oltreché dagli architetti. Il modello scelto rappresenta non solo un momento di crescita della cultura collettiva sui temi dell’architettura e della trasformazione delle realtà urbane e territoriali, ma anche l’occasione per individuare e scegliere sia le migliori soluzioni progettuali che i professionisti più adatti con i loro team multidisciplinari. Crediamo che tale scelta sia la più appropriata, al fine di consentire la futura realizzazione dei progetti vincitori, riteniamo inoltre che garantisca un equo compenso ai professionisti, segnalati e vincitori, compensi definiti su tabelle e coefficienti stabiliti da decreti ministeriali vigenti e non da criteri soggettivi che in passato avevano turbato il sistema degli appalti pubblici. Mi permetto infine di segnalare un’imprecisione riportata sull’articolo del 21 ottobre, nel quale si legge che i nominativi della giuria dei concorsi sono stati scelti dall’Ordine, nulla di più errato e fortemente improbabile vista la natura del concorso pubblico in quanto la nomina della giuria è a cura dell’amministrazione banditrice.
Infine, il risultato di avere due concorsi di progettazione a due gradi, a Livorno deve essere un vanto e una critica, perché rappresenta il raggiungimento di un obiettivo al quale sia le amministrazioni che le professioni stanno alacremente lavorando da anni e che proprio con l’ultimo codice appalti e le sue circolari di applicazione hanno trovato spazio; il concorso di architettura è lo strumento che in tutti i paesi viene utilizzato da anni e tema su cui il nostro Paese è stato fanalino di coda, così come la nostra provincia. Ci auguriamo che di concorsi di questo tipo l’amministrazione e l’Ordine ne possano promuovere molti altri in futuro, con l’obiettivo di riqualificare le città e i territori secondo nuovi modelli di sviluppo e fuori dalle logiche del clientarismo nell’affidamento degli incarichi.
Marco Niccolini
Presidente dell’Ordine
degli architetti di Livorno
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