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La vicesindaca è sconvolta: «Stiamo vicino ai familiari»

Stefano Taglione
La vicesindaca è sconvolta: «Stiamo vicino ai familiari»

Senza parole Libera Camici: «Complicato ora capire cosa possa essere successo e per rispetto dei genitori è opportuno il silenzio»

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Stefano Taglione

livorno. «Sono sconvolta, tutti siamo sotto choc dopo quello che è successo e voglio abbracciare e stringermi al dolore della famiglia del ragazzo, un dolore che non ha eguali. In questi casi diventa anche molto difficile capire cosa si potrebbe fare dopo una tragedia del genere, anche perché nessuno di noi sa realmente i motivi che l’hanno provocata. Ci sono passata con un amico, diversi anni fa, e tutt’ora permangono gli interrogativi. Solo chi non c’è più, purtroppo, ha ogni risposta».

Ventiquattr’ore dopo il dramma la vicesindaca Libera Camici – che fra le sue deleghe comunali ha proprio quella della scuola – è ancora provata dalla notizia del suicidio del ragazzo di 16 anni, che dopo un brutto voto a scuola si è tolto la vita gettandosi dal sesto piano del condominio dove abitava, lanciandosi dalla finestra della camera da letto, alle porte del centro. Prima di farlo ha scritto una lettera di addio indirizzata ai familiari, dove ha raccontato della delusione scolastica alla base del gesto estremo. Il foglio è stato sequestrato dagli agenti della polizia scientifica, giunti subito dopo i colleghi della squadra volante della questura. Gli accertamenti degli inquirenti – che hanno inviato ieri mattina una prima relazione alla sostituto procuratore di turno, Ezia Mancusi – hanno escluso fino dall’inizio ogni altre ipotesi, anche se la salma del sedicenne fino a ieri pomeriggio rimaneva sotto sequestro al cimitero dei Lupi, dove era stata trasferita dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, a disposizione del magistrato che stava valutando di disporre l’eventuale autopsia. «Capire cosa possa essere successo è difficile e credo sia opportuno un rispettoso silenzio nel rispetto dei familiari – continua Camici – Faccio mie le parole che ha dichiarato al Tirreno il professor Lamberto Giannini. La scuola non deve esonerarsi dal fare la scuola e in questo periodo di difficoltà, complicato a ogni livello, il mondo dell’istruzione sta compiendo sforzi enormi in ogni direzione. Dopo la pandemia e la chiusura forzata delle aule didattiche la maggior parte delle scuole ha fornito un supporto agli alunni e alle famiglie che lo richiedevano grazie ai fondi ministeriale – prosegue Camici – La scuola, del resto, è fatta di relazioni e di rapporti e la didattica a distanza imposta dall’emergenza coronavirus ha cambiato tutto».

Camici, appena venuta a conoscenza della tragedia, è rimasta sconvolta come tutti gli amministratori comunali. «Mi sono domandata come fosse possibile – continua la vicesindaca – che un ragazzo di 16 anni, con una vita davanti, possa aver preso una decisione del genere. E poi penso alla famiglia – conclude – proprio stamani (ieri per chi legge ndr) ho incontrato casualmente delle persone che lavorano con i familiari del ragazzo e mi hanno assicurato che supporteranno i genitori in ogni modo, stando loro vicino».

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di Redazione web