Gioco
Il solito olandese scappa dall’ospedale salvato sul tetto della biglietteria Toremar
Herman De Charro è tornato al porto dopo il furto della pilotina: agenti e vigili del fuoco sono riusciti a farlo scendere
Stefano Taglione
livorno. Si è allontanato dal pronto soccorso, dove era stato accompagnato dai carabinieri, prima che potesse raggiungere il reparto di psichiatria. Poi – e questo è avvenuto attorno alle 21 di giovedì scorso – poco prima delle 9 di ieri ha bevuto un caffè (senza pagarlo) al bar “Il Folletto”, di piazza Cavour, provocando un primo intervento della polizia di Stato che però, senza la denuncia del titolare, non ha potuto far altro che identificarlo e lasciarlo libero.
Poi si è avventurato verso il porto, dove tutto era partito, visto che dall’area demaniale nei giorni scorsi aveva rubato una pilotina schiantandosi contro la Maria Grazia Onorato, la nave della Tirrenia in quel momento ormeggiata a banchina, prima di tentare di dare fuoco all’imbarcazione dei “Piloti”.
Herman Joseph Maria De Charro – l’olandese di 54 anni che in modo del tutto incontrollabile nella notte fra mercoledì e giovedì 21 aveva anche occupato la chiesa di San Giovanni Bosco, in Coteto, provocando diversi danni alla cucina – è stato salvato dai vigili del fuoco sul tetto della biglietteria della Toremar, al porto Mediceo. L’allarme è scattato poco dopo mezzogiorno. L’uomo, che i militari avevano accompagnato in ospedale poche ore prima speranzosi di un ricovero in psichiatria, sarebbe entrato dal parcheggio retrostante l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, salendo sulle mura da una scala metallica che confina con la guardia di finanza. Poi, dopo un salto di mezzo metro nel vuoto, ha scavalcato un muretto ed è salito sopra il tetto della biglietteria della compagnia marittima, buttando qualche pietra sull’asfalto senza per fortuna far male a nessuno, ma colpendo alcune auto parcheggiate sotto.
A questo punto sono intervenuti i vigili del fuoco, con l’autoscala di via Campania e un equipaggio. La mediazione del caposquadra, andata avanti per una decina di minuti, lo ha convinto ad avvicinarsi a loro. Nel frattempo i pompieri avevano fatto allontanare i curiosi, dato che alla loro vista il cinquantaquattrenne era come eccitato e non dava più retta al “negoziatore” dei pompieri, che abilmente stava riuscendo a tranquillizzarlo, parlandogli in inglese e chiamandolo “Herman”, con il suo nome, dato aveva letto delle sue precedenti 48 ore di follia proprio sul Tirreno.
Il cinquantaquattrenne rlava frasi del tipo “Voglio il Paradiso”, “Voglio il cielo blu”. In inglese, perché non parla italiano e la sua lingua madre, appunto, è l’olandese. Proseguendo poi con altri termini anglosassoni, come “High school” (scuola superiore ndr). Parole che messe insieme non avevano alcun senso logico, ma ai vigili del fuoco poco è importato, perché appena hanno potuto lo hanno fermato in sicurezza attendendo l’arrivo di un’ambulanza – con il medico a bordo – della Svs di via San Giovanni e degli agenti della polizia di frontiera marittima, che lo hanno accompagnato al pronto soccorso insieme ai sanitari, che nel frattempo erano riusciti a calmarlo e a sedarlo. Sul posto, oltre al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono scesi nel piazzale anche i militari della guardia di finanza, di stanza là accanto. Un grande spavento, per tutte le persone che stavano lavorando in zona, per fortuna senza gravi conseguenze.
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