Il Tirreno

Livorno

La petizione sull’ex grande 

Ztl, bus navetta e controlli Le richieste dei residenti «Il Comune si impegni»

Matteo Scardigli
Ztl, bus navetta e controlli Le richieste dei residenti «Il Comune si impegni»

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Matteo Scardigli

Livorno. Se non puoi batterli, unisciti a loro. Depositata la petizione con mille e 235 firme (ne servivano 500) contro l’apertura della discoteca a palazzo Grande, il Comune ha chiesto a Vivi Centro, presieduta da Giampaolo Montagnani, di essere propositiva; e l’associazione ha risposto ieri nei locali della ex circoscrizione 2 con una mozione, sostenuta anche dai gruppi coordinati da Cascinelli e La Comba e da Vivi La Venezia, e che presto verrà discussa in consiglio comunale. «L’assessore al commercio Rocco Garufo dichiara di avere le mani legate di fronte a un accordo fra imprenditori. Con questo documento, commercianti e residenti aiutano la politica», premette l’ideatore Luca Ribechini, la cui iniziativa è stata redatta sotto forma di atto di indirizzo dall’ex consigliere Cinque Stelle (poi gruppo misto) Edoardo Marchetti, che spiega: «Chi abita e lavora in zona non è contrario alla riqualificazione dell’area, ma a un aggravarsi della situazione». Tre infatti gli interventi specifici chiesti dai firmatari della petizione: posti auto aggiuntivi in aree dedicate e in misura proporzionale ai frequentatori del futuro locale (circa 800), Ztl notturna e presidiata estesa a tutti i quartieri limitrofi al centro (Venezia compresa) e, infine, adeguate misure di sicurezza contro gli schiamazzi notturni, «il degrado anche igienico della pubblica via e la presumibile diffusione dello spaccio di stupefacenti». Ecco dunque che nella mozione preparata da Marchetti il consiglio comunale impegna (virtualmente, a oggi) sindaco e giunta a emanare provvedimenti di pianificazione urbanistica per escludere la possibilità di aprire la discoteca oppure – in via subordinata – ad adottare prima dell’eventuale apertura del locale ben sette misure: valutazione di ogni possibile provvedimento per mitigare l’impatto sui quartieri, le zone di sosta potenziate con navette elettriche gratuite (come per Effetto Venezia), trasformazione delle Ztl delle aree B, C, D ed E in orario 0-24 per coprire anche il periodo di utenza della discoteca, più controlli sulle Ztl con vigili o nuovi varchi, estensione delle Ztl anche a moto e motorini (almeno dalle 20 alle 8 del mattino), e poi di nuovo forte repressione dello spaccio, e infine – se il Comune non riuscirà a far proprie le richieste prima dell’inaugurazione – almeno a concordare con la proprietà il rinvio del taglio del nastro. «I parcheggi non li abbiamo noi residenti e questi dove andrebbero fatti?», tuona Sergio Bartolini, che poi aggiunge: «Si parla di insonorizzazione dei locali, ma il problema è fuori». Questioni ben chiare ai promotori che nel rispetto delle forme intendono così forzare la mano all’amministrazione. A commercianti e residenti firmatari si sono dunque uniti ieri, nell’ordine, Valentina Barale (Bl), Stella Sorgente (M5S) e Andrea Romiti (Fdi). A favore – ma non al punto di siglare il documento – anche il capogruppo Pd Paolo Fenzi: «Condivido la preoccupazione più che legittima per l’effetto impattante della discoteca sul territorio, non sono d’accordo sull’estensione della Ztl. Il piano urbanistico prevede la possibilità che il locale apra a palazzo Grande, si può cambiare, ma non dall’oggi al domani. Siamo disposti a lavorare sulla mozione – conclude – tenendo conto che neanche Garufo ha visto un progetto: non è stata depositata nemmeno la Scia».

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