Toscana
«Via Grande è oro Spendiamo di più nel progetto per farla meglio»
L’assessora Viviani spiega il mezzo milione del concorso «Scelta la strada più utile e virtuosa per garantire i lavori»
Si è acceso il dibattito sul concorso di progettazione voluto dall’amministrazione comunale per ridisegnare il futuro di via Grande. Dopo l’articolo pubblicato ieri dal Tirreno sul mezzo milione di euro che servirà intanto per avere il progetto definito “a peso d’oro” (567mila euro), pubblichiamo l’intervento dell’assessora all’urbanistica e ai lavori pubblici Silvia Viviani.
Desidero chiarire in merito all’investimento che l’amministrazione ha scelto di fare su via Grande (che sì vale oro perché è tanto importante) e in merito al concorso di progettazione, strumento previsto dal Codice degli appalti e che attiene ai lavori pubblici, materia complessa che provo a descrivere con semplicità.
Oggetto del concorso è non solo il rifacimento delle pavimentazioni, ma sono varie e diverse opere di riqualificazione di uno spazio che per brevità denominiamo “portici” o “via Grande” o “portici di via Grande”, che comprendono anche largo Colonnella e piazza del Cisternino, stimolando proposte che investono il più ampio contesto urbano. Arriveranno progetti tra i quali il Comune potrà scegliere. E non si tratta di scegliere piastrelle ma di riqualificare non solo da un punto di vista edilizio una rilevante parte della città (tutti ne parlano non a caso come “il salotto buono”). L’abbiamo già detto più volte: sotto, sopra, in basso, in alto, le facciate, l’illuminazione. Parliamo di circa 8mila metri quadri di spazio. Si può non essere d’accordo, si può preferire la mera ripavimentazione togliendo la palladiana e stendendo il gres, ma si può e si deve rispettare una scelta diversa che riguarda tutti gli elementi di questo spazio urbano così significativo e così malmesso. Dell’avanzato degrado sono prova le oltre 100 lanterne che abbiamo tolto e che avrebbero potuto cadere sulla testa di chiunque in qualunque momento (ognuna con un peso fra 50 e 70 chili), che abbiamo accuratamente documentato e depositato al sicuro in attesa di restauro.
Passiamo alla procedura. In base alla normativa nazionale sui lavori pubblici avremmo potuto:
1)affidare a un professionista (esterno o interno) la progettazione, senza attivare alcuna procedura di evidenza pubblica e dovendo comunque successivamente passare ai livelli esecutivi, all’appalto e alla direzione lavori;
2)bandire una gara di servizi di architettura e di ingegneria per selezionare un progettista sulla scorta di requisiti di carattere professionale ed economico-finanziario, alla fine della quale non avremmo avuto un progetto ma un progettista e avremmo poi dovuto avanzare nei diversi livelli di progettazione, poi procedere all’appalto e all’incarico per la direzione lavori;
3)bandire un concorso di progettazione aperto (in due fasi) per ottenere proposte progettuali dal mondo professionale e selezionare quella di maggiore qualità, ottenendo così il progetto e il professionista (con i requisiti professionali ed economico-finanziari necessari) che a partire da quel progetto svilupperà tutti i successivi livelli, farà la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza (attività obbligatorie per la realizzazione delle opere).
La terza opzione è più conveniente qualitativamente, quantitativamente, dal punto di vista dei tempi. È una modalità trasparente che premia il merito delle proposte. È una procedura di legge che garantisce che si facciano i lavori.
Parliamo dei costi di cui si parla in termini di notule professionali come fossero una vergogna. Il costo è lordo ed è riferito, come richiesto dalla legge, all’importo complessivo dei lavori. Sono comprese tutte le prestazioni professionali, non solo quelle progettuali ma anche quelle esecutive e realizzative. Abbiamo stimato un importo dei lavori a base d'appalto (al netto dell'Iva) di 3.200.000 euro (per il restauro/sostituzione della pavimentazione esistente, per la razionalizzazione dei sottoservizi, per il restauro/sostituzione degli apparecchi illuminanti). Il calcolo degli importi professionali da porre a base di gara (concorso) è stato ottenuto in applicazione delle disposizioni regolamentari vigenti in materia (decreto ministeriale 17/06/2016) che comprendono, oltre alla progettazione di fattibilità tecnica ed economica (di cui il 60 per cento circa al vincitore e il restante come rimborso agli altri 4 progettisti ammessi al secondo grado del concorso), la progettazione definitiva, quella esecutiva e gli incarichi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori. In tutto sono oltre 500mila di cui circa 400mila netti e circa 100mila di oneri di legge. Nel dettaglio 49mila per il progetto vincitore e per i progetti ammessi al secondo grado, circa 100mila per progetto definitivo, 98mila per progetto esecutivo, circa 150mila per direzione lavori e coordinamento sicurezza. Sono compensi professionali calcolati con riduzione del 20 per cento della tariffa professionale nazionale. Inoltre per effettuare la selezione è necessario usufruire di una commissione giudicatrice qualificata, professionisti che dedicheranno molto del proprio tempo nell’analisi dei progetti. È corretto che siano compensati. I dettagli di tutti i costi sono in una tabella che chiunque può verificare, allegata alla delibera della giunta con cui si dà il via al percorso.
Per l’amministrazione pubblica, che in questa fase di ripresa nazionale costituisce il principale committente per lo sviluppo economico e dell’occupazione ma anche per la riqualificazione delle città, si tratta di un investimento importante eppure finanziariamente relativamente poco costoso rispetto all’ammontare del quadro economico complessivo. È un investimento per una parte della città che ne ha bisogno, per la quale non bastano più mere manutenzioni e che non merita altri rattoppi. Ed è un investimento che garantisce che si proceda con l’esecuzione dei lavori. È un percorso utile e virtuoso, a vantaggio della qualità della vita dei cittadini e a sostegno delle attività economiche.
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