Il Tirreno

Livorno

ventidue contenitori, tanti eventi 

«Un’estate da un milione» Incassi boom, ma non basta

Matteo Scardigli
«Un’estate da un milione» Incassi boom, ma non basta

Centomila spettatori paganti in estate, si è svegliata la Livorno by night «Eventi troppo sovrapposti e tanti commercianti restano chiusi alla sera»

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Matteo Scardigli

Poco più di centomila spettatori paganti, 3.336 lavoratori impiegati (tra artisti e tecnici) e 525 eventi organizzati in città. La giunta comunale tira le somme del cartellone estivo post-quarantena e il sindaco Luca Salvetti stima: «Se ogni persona ha speso anche solo 10 euro (ma già solo i biglietti costavano di più) parliamo di un giro economico su Livorno da un milione, senza contare gli incassi di locali e ristoranti».

Tantissimi gli eventi: Cacciucco Pride, Cortomuso, Deep Festival, Effetto Venezia, Estate a villa Trossi, Expo Marilia, Fortezza Nuova e Fortezza Vecchia, Garibaldissima, La bella estate – villa Maria, Leggermente, Livorno Music Festival, Martingala, Mascagni Festival, le mostre di Madiai (col premio Laviosa), Puccini e Staino, Praticamente Piazza XX, Scenari di quartiere, la stagione lirica, Straborgo, Uscimmo a riveder le stelle/Parcobaleno.

Ventidue “contenitori” riempiti grazie agli sforzi dell'amministrazione e delle tre fondazioni Lem (Livorno euro mediterranea), Goldoni e Trossi Uberti. «A questi numeri affiancheremo quelli della presenza turistica, ma l'andamento segnalato conferma uno sviluppo positivo. Posso dire che dai riscontri con le associazioni di categoria e i commercianti emerge soddisfazione», preannuncia l'assessore al commercio Rocco Garufo, che poi anticipa: «Si è messa in campo rassegna molto nutrita sugli argomenti più disparati: arte, enogastronomia, promozione, sociale.

Il nostro impegno sarà, sperando in una prossima stagione più lunga, programmare e distribuire gli eventi in maniera più diffusa, e poi capire con il Lem quali sono le iniziative da consolidare e possibilmente migliorare. Una distribuzione – sottolinea – come quella utilizzata da tanti grandi Comuni come strategia per gestire la movida e movimentare i quartieri».

LA VENEZIA

Una strategia che assessore e sindaco proveranno ad applicare anche in Venezia. «Il problema grosso della movida è l'estate», precisa il primo, mentre il secondo traccia il percorso verso «un protocollo per dare una risposta parziale a un problema che nessuno in Italia riesce a risolvere definitivamente», aprendo alla possibilità di «organizzare eventi per alleggerire il quartiere». I traguardi di Garufo sono condivisi anche dall'assessore alla cultura Simone Lenzi: «Due anni di forte compressione sono sfociati in un'estate in cui c'era solo l'imbarazzo della scelta. Volendo trarne una lezione si potrebbe dire che ci sono un prima e un dopo, come quando passa la safety car in Formula 1».

DESTAGIONALIZZARE

«La prossima programmazione – spiega ancora Lenzi – andrà verso la destagionalizzazione, con l'obiettivo di continuare a dare l'idea di una Livorno vivace e vitale affinché la città diventi interessante anche per fare altro; come investire in altre economie rispetto a cultura e turismo».

E l'assessore non nasconde il sogno di un ritorno ai fasti della villeggiatura labronica celebrati da Goldoni.

«Quest'estate c'è stato un discreto boom immobiliare, sarebbe da capire quante persone da fuori hanno scelto di comprare casa qui». Due i nei confessati dall'amministrazione: il Mercato Centrale con troppi banchi chiusi in occasione del Cacciucco Pride e un eccessivo accavallamento nel calendario delle iniziative.

«Quel Mercato aperto con due soli stand è una tristezza», riassume il sindaco Salvetti, che poi aggiunge: «Gli esercenti non si smuovono, se non in parte, a causa di difficoltà imprenditoriali che non rendono loro conveniente aprire nelle ore serali».

A sostenerlo ci pensa Garufo: «La leva da utilizzare sarà il nuovo bando per l'assegnazione dei circa quaranta banchi a disposizione. Si potrebbe immaginare un Mercato diviso per settori di attività, di introdurre un meccanismo premialità per chi resta aperto durante gli eventi oppure dei vincoli di orario».

Quanto al cartellone troppo denso intervengono i nuovi membri del consiglio di amministrazione del Lem, di nomina specifica del sindaco (che ne è anche presidente): Claudia Pavoletti e Giovanni D'Agliano. «Partendo dalla riorganizzazione della fondazione bisogna poi mettere a sistema, fare cioè rete attraverso il marketing territoriale promuovendo l'immagine di Livorno come città dal carattere atipico in Toscana», spiega la prima, mentre il secondo rilancia: «Servono chiarezza di idee e coerenza d'azione, cominciando dal capire su quali tipi di turismo intendiamo puntare; e misurare poi in termini di reddito».

Tracciata la rotta, due rimangono le questioni da risolvere: il nome da dare alla rassegna (Mario Menicagli propone a battuta "Dé, state a Livorno", Salvetti-titolista mette sul tavolo "Estate tutto l'anno") e fare tesoro di quanto realizzato. «Impossibile pensare che il Comune rimanga l'unico a organizzare», avverte il sindaco, che infine conclude: «Diventa fondamentale un intervento della parte privata della città che deve dare un contributo sostanzioso per il bene di tutti».

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