Il Tirreno

Livorno

LA POLEMICA SULLA VIA GRANDE 

Post sessista contro l’assessora Viviani

Pesante gioco di parole su Fb del leghista Vito Borrelli che poi “cancella”. La titolare dell’urbanistica annuncia la querela

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LIVORNO. Il caso esplode via social, nella tarda mattinata. Sul proprio profilo Facebook Vito Borrelli, dirigente della Lega livornese, parlando del progetto della giunta comunale sulla riqualificazione di via Grande, si rivolge all’assessore Silvia Viviani, titolare dell’urbanistica, con una frase a sfondo sessista che non può passare inosservata. «L'emblema di questa Giunta comunale, sciagura per la città, è sicuramente l’aasessore Silvia Viviani, la cui unica preoccupazione par essere la moltiplicazione dei pani e dei pesci da distribuire ai colleghi architetti. Sul tema, il Sindaco Cosimi “Pensava in Grande”, e sappiamo che fine hanno fatto le sue idee visionarie. L’Assessore Viviani è più furba, lei pensa il Glande. Nel senso che pensa ai c... suoi».

La caduta di stile è vertiginosa, i modi e le parole davvero inaccettabili. Un post che è stato letto quasi in tempo reale in consiglio comunale e il caso è deflagrato nel giro di pochi minuti. L’esponente leghista ha corretto parzialmente il tiro sostituendo il riferimento genital-scientificocon “si fa gli affari suoi”, ma la frittata ormai era fatta, niente sfugge e tutto resta agli atti al tempo dei social.

Nel corso della giornata. Borrelli ha postato un secondo messaggio sul proprio profilo per spiegare i motivi del suo scivolone, ma senza deporre le armi. «Il mio post ha suscitato una discussione addirittura in Consiglio comunale. Sono stato inquisito e giudicato per sessismo dai sacerdoti e dalle vestali del politically correct. Avevo (solo per alcuni minuti, poi cancellandolo per una resipiscenza d’ordine stilistico) richiamato una curiosa assonanza fonetica tra le locuzioni “Pensare in grande” (coniata dall’ex sindaco Cosimi) e “Pensare il glande”, riferendo il gioco di parole alle vicissitudini e alle inettitudini evidenziate dalla (mai realizzata) riqualificazione della via Grande. Pensare il glande nell’accezione di progettare il niente, di produrre fuffa. Molti vocaboli che hanno riferimenti all’anatomia dei genitali hanno perso il significato direttamente sessuale: ormai partecipano al lessico corrente dopo aver compiuto tortuose peregrinazioni semantiche. Ma tant’è. La maggioranza che guida il Comune cerca di sviare l’attenzione, e nel frattempo questa città va in rovina. Lo sdegno che ne scaturisce è profondo, spesso è difficile moderare i toni della critica.

Ma è critica, anche imprecazione, rivolta al personaggio politico, non è mai indirizzata alle persone né alle professioni private (e chiedo scusa se qualche sensibilità s'è impropriamente risentita).Quando ho letto, però, sul Tirreno che l’Assessore Viviani ha messo in bilancio 567 mila euro di notule a studi esterni, per un progetto che la giunta Nogarin aveva predisposto con forze interne all’Amministrazione (ovvero senza alcuna spesa), non ci ho visto più…

E Silvia Viviani? Ha affidato le sue sensazioni a un breve e lapidario post sulla propria pagina Facebook: «Oltre un certo livello parte la querela – scrive la titolare dell’urbanistica: è bene che si sappia. La libertà -anche quella di scrivere qualunque cosa passi per la testa nel momento su facebook - non permette la volgare infamia». Dunque ci potrebbero essere degli strascichi di carattere legale a questa vicenda di cattivissimo gusto.

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di Redazione web