Sicurezza
Via Grande, macché gres o palladiana. Ora il Comune vuole il concorso di progetti
Livorno. Alla fine Palazzo Civico decide di decidere. Punta sui tecnici esterni come nel dopoguerra: tanti tasselli, visione unica
Livorno. Adesso almeno la delibera della giunta municipale c’è: in realtà, con una denominazione à la Lina Wertmuller, c’è l’«approvazione del documento preliminare alla progettazione e del disciplinare del concorso di progettazione in due gradi per il restauro urbano della via Grande, della piazza Colonnella, del largo del Cisternino». Fa un passo in avanti la sistemazione del corso principale della città, ma è ancora un passo preliminare: annunciato inizialmente per agosto, arrivato adesso. Quantomeno c’è ma quest’allargamento dello “sguardo” avrebbe potuto esser deciso prima: quel che avverrà sui 760 metri dall’uno all’altro capo della via è ancora un rebus.
È vero che il Comune di Livorno ha nella sua storia affidato ai propri tecnici municipali la matita per progetti di successo come il Mercato Centrale, le Terme liberty del Corallo e la Terrazza Mascagni. Ma adesso chiama i professionisti esterni a ridisegnare la via Grande che sarà.
Di fatto, muovendosi fra gli allegati della n. 552 sembra di capire che, riguardo alla bega infinita sulla pavimentazione, si cerchi di uscire dalla contrapposizione infinita fra “palladiana” e gres tornando invece alla progettazione: in tandem con l’Ordine degli architetti si punta a lanciare un concorso di progettazione che disegni un identikit complessivo dal quale far gemmare gli specifici progetti. Obiettivo dichiarato: tornare a una modalità simile a quella dell’immediato dopoguerra quando la ricostruzione della via Grande devastata dai bombardamenti. Una ricostruzione che cambierà radicalmente la fisiognomica della strada più importante della città: prima di allora i palazzi erano allineati a filo strada, insomma niente portici. Ci si appiglia a quella vicenda per inquadrare un concorso-bis che possa dare alla via non una uniformità sovietica ma una visione d’insieme unitaria composta da differenze.
No, non è detto che sia semplicemente uguale a prima ma risistemata per bene. Lo lascia intuire la ripetuta sottolineatura del fatto che non si intende procedere a una operazione filologica. Al tempo stesso, la scelta di puntare su un concorso di progettazione su due livelli difficilmente potrà limitarsi a scegliere quale tipo di pavimentazione avremo sotto i portici: basti ricordare che negli allegati si ricorda anche il fatto che le vecchie lanterne sono state tolte e messe da parte, tanto per mettere l’accento su un elemento – l’illuminazione – che potrebbe diventare anch’esso importante quasi quanto la tipologia del pavimento.
La tentazione di trasformare una questione in un “progettificio” e palla in corner per non decidere sul pavimento? Sarebbe un harakiri, considerato che nel 2024 si tornerà a votare: equivarrebbe a regalare un argomento agli avversari. Difficile immaginare, però, che il sindaco Salvetti possa farcela a portare a casa la fine dei lavori: il 2022 servirà per arrivare a selezionare il super-progetto e chi lo disegna. Un concorso in due gradi: consente – viene spiegato da Palazzo Civico – di acquisire «il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera, non solo un’idea progettuale, e al contempo individua il professionista (o il gruppo di professionisti) da incaricare per i successivi livelli progettuali». Bisognerà poi mettere a gara l’appalto, infine i lavori.
Da non dimenticare che il riassetto di via Grande non potrà non entrare in dialogo con quel che accade nello spazio fra l’una e l’altra striscia di portici: in mezzo alla carreggiata, cioè. A tal proposito, la strategia di Palazzo Civico mira a rafforzare la protezione degli itinerari dei bus: diversamente da adesso, non si potrà invadere la corsia bus magari contromano sorpassandone un altro. Le auto? Sì, ma a velocità ridotta dal fatto che la corsia a loro disposizione viene immaginata più stretta. Niente più doppie file neanche per un istante, e il miglior disincentivo non sarà il blocchetto delle multe del vigile dietro ogni angolo bensì il clacson invelenito dell’automobilista che segue.
La stessa idea del concorso-double è annunciata anche per un altro luogo-clou che è una “patata bollente”: la riqualificazione dell’area mercatale di via Buontalenti e piazza Cavallotti.
Nel “Programma triennale dei lavori pubblici” da qui al 2023 varato nel novembre scorso (e modificato a maggio) c’è l’intervento relativo al primo lotto della riqualificazione dei portici di via Grande per una somma di un milione 150mila euro: è in lista per quest’anno. A dire il vero, però, non solo questi ultimi 70 giorni ma anche buona parte del prossimo anno se ne andrà per il concorso di progettazione messo nero su bianco in un altro “Programma”, stavolta biennale e riservato ad acquisti di servizi e forniture: varato a metà settembre e aggiornata la settimana successiva. Il quadro economico del concorso “fotografa” una cifra pari a 567mila euro.
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