Il Tirreno

Livorno

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Addio vecchio calcetto, a Livorno dopo le 21 c'è il deserto

Gianni Tacchi
A sinistra Dario Ghiselli, a destra una partita in notturna
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A sinistra Dario Ghiselli, a destra una partita in notturna

Una volta c’era la rincorsa per trovare il decimo, chiudere le squadre e confermare la prenotazione sul sintetico. Ecco, oggi trovare il decimo è diventato quasi impossibile. «Altro che decimo… Spesso ci ritroviamo in 6-7 e si cerca l’ottavo per ripiegare sul gabbione. Niente più sfide tra amici sotto le stelle. Dopo la pandemia si resta di più a casa»

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LIVORNO. Una volta c’era la rincorsa per trovare il decimo, chiudere le squadre e confermare la prenotazione sul sintetico. Messaggi inoltrati, chiamate a raffica, mezze preghiere. Di solito il decimo era quello che non ti aspettavi, quello mezzo infortunato o quello sfuggito in extremis a qualche cena di famiglia. In ogni modo si riusciva sempre a giocare, a volte aggiungendo anche una pizza o un panino post-calcetto. Ecco, oggi trovare il decimo è diventato quasi impossibile. «Altro che decimo… Spesso ci ritroviamo in 6-7 e si cerca l’ottavo per ripiegare sul gabbione», raccontano gli appassionati della partitella serale.

IL. ..BUIO OLTRE LE 21

La realtà di questo periodo, come conferma chi gestisce o frequenta impianti sportivi con campetti da calcio a 5, è che è sempre più difficile organizzare una calcettata dopo le 21. «Purtroppo è così – le parole di Dario Ghiselli, presidente dell’associazione sportiva Promosport affiliata al Msp e al Csi, storico punto di riferimento del calcetto livornese – in passato quasi tutti volevano giocare nelle fasce orarie 21-22 e 22-23, mentre ora le più richieste sono 19-20 e 20-21. Nell’ultimo anno e mezzo c’è stato un ribaltamento totale delle abitudini. E questo vale sia per le partitelle tra amici sia in occasione dei tornei e campionati che vengono organizzati. Il calo poi è evidente, è sotto gli occhi di tutti».

LA CRISI DEL CALCETTO

Abitudini cambiate con la pandemia? Troppo forte il richiamo del divano dopo una giornata di lavoro? Si preferisce risparmiare anche sul calcetto visto il momento di crisi? Ghiselli e i suoi colleghi si sono fatti tante domande del genere, individuando nel «coprifuoco» la risposta a quella che è considerata «la prima vera crisi nella storia del calcetto livornese». «Sì, le cose sono cambiate radicalmente con il coprifuoco – aggiunge Ghiselli dall’impianto sportivo che gestisce alle Cinque Querce – in quei mesi le persone dovevano giocare fino alle 21.45 e rientrare a casa prima delle 22, con quei ritmi di vita si sono trovate bene e ora non vogliono giocare più tardi. Il green pass, la paura di essere contagiati e le difficoltà economiche delle famiglie hanno fatto il resto, ma è stato il coprifuoco a segnare uno spartiacque. Lo vediamo tutti i giorni, quando la gente chiama e chiede di giocare soprattutto dalle 19 alle 20». Più tardi no, perché a quell’ora è impossibile arrivare a dieci giocatori.

POCHE SQUADRE

Da una parte il calo di prenotazioni, dall’altra la voglia di giocare due ore prima rispetto a qualche anno fa. Un momento di difficoltà che trova conferma nel numero di squadre iscritte ai campionati di calcetto che stanno per cominciare alle Cinque Querce: sono 32, 10 in meno rispetto all’ultima stagione pre-Covid. E 10 squadre in meno, considerando che ognuna è composta da 10-15 persone, significa oltre cento giocatori in meno. «Abbiamo registrato una flessione del 25% rispetto alla stagione 2019/20, interrotta a febbraio 2020 per il Covid e portata a termine a settembre 2020 – continua il presidente dell’associazione Promosport – siamo ripartiti con due tornei e ora siamo pronti per la nuova stagione di calcio a 5, mentre nel calcio a 8 non abbiamo raggiunto un numero di squadre sufficiente».

LE ALTERNATIVE

Una crisi prevista già mesi fa dallo stesso Ghiselli, che ha trasformato il centro sportivo alle Cinque Querce in una sorta di polisportiva: oltre ai tre campi da calcetto, ora ci sono la “gabbia” del padel, un campo da padbol, scivoli gonfiabili e altre attività per i più piccoli. «Inutile girarci intorno, il calcetto non è più lo sport amatoriale del momento. Io sono stato costretto a ripensare la mia attività e ho investito nel padel, che ormai a Livorno conoscono tutti, e nella novità del padbol, il vecchio calcio-tennis con l’aggiunta delle sponde. Oggi tantissimi sportivi preferiscono il padel al calcetto, anche perché è più facile essere in 4 che in 10. A proposito di padel, proprio domani (oggi, ndr) parte il campionato Promosport a cui si sono iscritte ben 15 squadre. Un campionato con andata e ritorno come nel calcetto». Ma ormai il calcetto è rimasto indietro. E con l’arrivo dell’inverno, sarà quasi impossibile vedere dieci giocatori sul sintetico dalle 22 alle 23.

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