Sicurezza
«Sulle banchine 45 pullman, è un segnale che fa sperare»
LIVORNO. Finalmente può guardare il bicchiere mezzo pieno: Pasquale Scalesia è il presidente di Cna Fita Ncc Bus ed è il rappresentante del consorzio livornese Csb e ieri mattina guardava con un sussulto di speranza e ottimismo ai 45 pullman in campo sulle banchine livornesi per le prenotazioni generate dalle tre navi da crociera giunte nel porto di Livorno. «Quarantacinque pullman: prima del covid non avrebbero certo fatto notizia, anzi sarebbero stato un segnale di crisi del settore. Invece adesso questi 45 mezzi voglio vederli come un piccolo segnale di ripresa».
È vero che la stagione delle crociere sta per finire ma la ripresina – queste le sue parole – «ci fa sperare che in primavera possa tornare il crocierismo vero, anche se sarà difficile tornare ai livelli del pre-covid, in cui venivano prenotate anche punte di 140-160 pullman al giorno».
Per Scalesia non basta una rondine per annunciare l’arrivo della bella stagione: «I passeggeri sono diminuiti – rincara – ed anche i tour venduti a bordo: di conseguenza c’è meno lavoro anche per noi, ma speriamo sia l’inizio di una decisa inversione di tendenza dopo lo zero assoluto di questi due anni. Il settore si era fermato a novembre 2019».
«Nel frattempo sono molti i fattori cambiati per gli Ncc Bus», ricorda Alessandro Longobardi, coordinatore di Cna Fita. Dito puntato contro il fatto che il rincaro del gasolio, la difficoltà di reperire autisti, le perdite di fatturato per via del Covid hanno indebolito le aziende. Non sono: chi ha integrato il trasporto per le scuole se l’è dovuta vedere con i ritardi dei pagamenti da parte della Regione («nella nostra zona ci sono ancora centinaia di migliaia di euro da riscuotere»). Senza contare che c’è l’incognita della nuova gestione del servizio da parte di Autolinee Toscane.
«Le tre navi hanno creato un po’ di movimento, poco, anche per gli Ncc Auto», dice il presidente di Cna Fita Ncc Auto Fabrizio Colombaioni e responsabile del consorzio Limousine Service Livorno: «Queste sono le imprese che maggiormente hanno sofferto durante il Covid». Ora l’obiettivo sono i progetti con i Comuni per dare «nuove risposte all’utenza, soprattutto quella a domanda debole o per le categorie svantaggiate».
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