Il Tirreno

Livorno

In 150 in piazza Grande contro il green pass «Domani saremo a Pisa per ribadirlo a Mattarella»

Matteo Scardigli
In 150 in piazza Grande contro il green pass «Domani saremo a Pisa per ribadirlo a Mattarella»

Pranzo davanti al Duomo per contestare l’obbligo del certificato Tra i partecipanti anche alcuni vaccinati. «Sono liberi di farlo» 

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La protesta

LIVORNO. «Siamo tante persone che manifestano in modo non violento a favore della libertà e contro la discriminazione attuata del Green pass», spiega Alessio Guarnotta, membro del gruppo di coordinamento Libertà Valore Universale, a nome dei circa centocinquanta manifestanti che, nel pomeriggio di ieri, hanno trasformato il tratto di via Grande di fronte al Duomo in una rumorosa "spiaggiata" con musica, teli da mare e pranzo al sacco: «Se una persona vuole vaccinarsi è libera di farlo, ma non è corretto che lo debba fare per poter lavorare o per continuare a fare vita sociale».

Si dissociano dagli scontri di Roma e celebrano le gesta di quelli che considerano nuovi eroi: la vicequestora Nunzia Schilirò, sospesa per aver dichiarato sul palco della manifestazione No Green pass che il certificato è anticostituzionale, e i portuali di Trieste in sciopero. Contro gli avversari intensificano il biasimo nei confronti dei sindacati, rei – sostengono – di non sostenere i lavoratori che rifiutano il vaccino. «Il problema di Trieste non è quello dei quattrocento coraggiosi portuali non vaccinati, ma dei seicento che si sono vaccinati e si sono dimostrati solidali con loro», tuonava infatti al microfono un partecipante, che poi aggiungeva: «Non so cosa è successo ai nostri (portuali, ndc)». Sono i manifestanti del movimento che dichiara di opporsi all'obbligo di certificazione verde Covid-19, un movimento che oggi «sta, in parte, confluendo in comitato», precisa ancora Guarnotta, e che gli organizzatori vorrebbero portare domattina a supporto della piazza pisana in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sono famiglie con bambini, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, pensionati e studenti (di scuola media, superiore e università), e confessano che sì, tra di loro ci sono anche persone che alla fine hanno scelto di vaccinarsi; ma per loro non è un problerma. Dopo Roma "non violenza" è la parola d'ordine, «così non potranno additarci come facinorosi».

Per la prima volta la manifestazione non si è trasformata in corteo sotto il Comune, e più volte gli organizzatori sottolineavano di aver garantito il transito ad autobus, taxi e mezzi di soccorso in entrambi i sensi di marcia. I livornesi che invece volevano percorrere via Grande in direzione piazza della Repubblica venivano fatti deviare dalla municipale verso via Cogorano o largo Duomo, mentre carabinieri e polizia mantenevano alta la guardia ai quattro angoli della piazza. Il tema comune poi è la «divisione sulla base delle scelte sanitarie».

Qualche dissonanza si avverte invece sulla questione del tampone, tra chi lo vorrebbe gratuito e chi non lo vorrebbe affatto. Al centro torna sempre il mondo della scuola, dove professori e studenti contrari al Green pass si dichiarano censurati i primi e i non ascoltati secondi. Tra i contenuti degli interventi rimangono infine, spesso presentati alla base dei ragionamenti, presunti dati sui decessi a causa dei vaccini, la dittatura sanitaria, la manipolazione dell'informazione e la terapia genica sui bambini. I soliti argomenti, insomma. Poco dopo le 16 è ripreso il traffico regolare, e alcuni minuti più tardi la manifestazione si è conclusa definitivamente.

Matteo Scardigli

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