Il Tirreno

Livorno

la protesta del sindacato usb 

«Il tampone lo devono pagare le imprese» L’Authority non chiude, anzi via al dialogo

Simone Fulciniti

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Simone Fulciniti

LIVORNO. «Ci avete fatto lavorare senza dispositivi di protezione e ora dobbiamo pagare per lavorare: tamponi gratuiti». Così recita uno dei tanti striscioni del coordinamento sindacale Usb porto al presidio davanti all’Authority. «Tra i paradossi dietro la questione del Green Pass – dice il portavoce Giovanni Ceraolo – uno dei principali è proprio quello. Il nostro sindacato è stato sempre favorevole all’opzione del vaccino, come uno dei tanti strumenti per contenere la pandemia. Durante il lockdown ci siamo scontrati quotidianamente con le carenze di protocolli di sicurezza. Abbiamo fatto manifestazioni scioperi, esposti, e, con la stessa determinazione, siamo qui per dire che scaricare completamente la responsabilità della questione sicurezza sul lavoratore è una scelta sbagliata, piena di contraddizioni».

Il sindacato di base è convinto che quanto riguarda la salute del lavoratore deve essere a carico dell’azienda; tamponi compresi. «Non possiamo pagare per poter lavorare. La maggior parte è vaccinata, ma non ci sentiamo di abbandonare chi per scelta non ha fatto il vaccino».

Sulla porta del palazzo appare l'avvocato Matteo Paroli, segretario generale dell’Autorità Portuale, che invita una delegazione del sindacato a entrare per un breve confronto. «La situazione è complicata – spiega Paroli – e non riguarda solo Livorno: ascoltare i temi sollevati dal sindacato è fondamentale. E dopo l’ascolto la sintesi: il tentativo sarà quello di dare risposte per quanto è possibile darle. Non tutte le leve sono nelle mani delle singole autorità di sistema, c’è un discorso più ampio, nazionale. Ascoltare il primo passo, meditare assieme il secondo, trovare un punto di sintesi, il nostro obbiettivo».

La prima giornata del Green pass obbligatorio non ha registrato problemi. «Abbiamo avuto conferma delle sensazioni e delle verifiche fatte nei giorni scorsi, – prosegue il segretario – i varchi portuali continuano ad operare regolarmente, e a differenza di altri porti a Livorno e Piombino i traffici non hanno subito rallentamenti».

Il tema dei tamponi. «Va approfondita l’eventualità che qualche impresa pensi di assumersene i costi almeno per 15 giorni: sarebbe opportuna una condotta uniforme a livello portuale, faremo le nostre valutazioni. Gli autotrasportatori entrano ed escono senza problemi dai varchi».

Dopo circa un’ora di colloquio, l’incontro termina. Ceraolo esce moderatamente soddisfatto, soprattutto per l’apertura di un dialogo. «Abbiamo chiesto – afferma – di prendere una posizione pubblica sulla questione dei tamponi gratuiti. Come hanno già fatto a Trieste e Genova. Sarebbe un passo avanti. Per il 26 ci siamo dati un nuovo appuntamento. Loro, nel frattempo, faranno una riunione con tutti i rappresentanti delle imprese portuali sulla questione. Noi invece monitoreremo e cercheremo di capire qual è la reale situazione di Livorno».

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di Redazione web