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Protesta davanti all’Authority L’incognita sono i camionisti

Mauro Zucchelli
Protesta davanti all’Authority L’incognita sono i camionisti

Il sindacato Usb: non siamo no-vax ma i tamponi non li paghino i lavoratori Intanto Guerrieri disinnesca i tre giorni di blocco dell’autotrasporto: tregua

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Mauro Zucchelli

livorno. «Non vogliamo essere accostati a tutta la marmaglia no-vax e anti-scienza che ultimamente ha sollevato una polemica politica che non ci appartiene». Precisato questo, però, il sindacato di base Usb è all’attacco contro Authority e imprese del porto per chiedere tamponi gratuiti. Lo fa annunciando che oggi alle 11 è prevista una iniziativa di lotta di fronte all’Authority, lamentandosi del fatto che finora non sono arrivate risposte alle richieste già avanzate da tempo.

Insomma, a differenza di quanto accade in altre città, non è tanto una protesta contro i vaccini («tendenzialmente siamo favorevoli alla vaccinazione come uno dei tanti sistemi per contenere la pandemia») bensì una rivendicazione sindacale: «Tutti i lavoratori devono essere messi nelle condizioni di poter lavorare senza discriminazioni di nessun genere», e dunque senza esser costretti a pagarsi i tamponi.

Nelle ultime ore dal quartier generale dell’Authority si sono mandati segnali rasserenanti sulla situazione nei porti sotto l’ala di Palazzo Rosciano (cioè non solo Livorno ma anche Piombino e gli scali minori in Capraia e all’Elba): proprio mentre altrove si sta estendendo il contagio della protesta.

In precedenza erano state le segreterie confederali Cgil (Patrizia Villa), Cisl (Paola Colorà) e Uil (Franco Rossi) ad aver incontrato il presidente dell’Authority Luciano Guerrieri auspicando la foirma di un nuovo protocollo: occhi puntati sulla asicurezza del lavoro («l’annunciata assunzione di nuovi ispettori permetterà di monitorare meglio e migliorare il sistema», occorre favorire «l’agibilità sindacale degli “Rlss”» (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza).

Ma torniamo alla questione Green pass: non manca nel porto di Livorno un 10% di addetti che rifiutano la vaccinazione e contano sui tamponi. Anche alla Compagnia portuale ci sono stati confronti in tal senso ma, a quanto risulta, senza rotture. Idem anche in altre aziende. In realtà, sulle banchine il problema resta il fatto che si tratta di una catena logistica ed è sufficiente mandare in tilt un anello per bloccare tutto. A ciò si aggiunga che il forte aumento della stazza delle navi, soprattutto relativamente ad alcune tipologie e in alcuni settori del porto, ha finito per far oscillare sempre più l’altalena dell’organizzazione del lavoro sulle banchine: ore e giorni di fortissimo attivismo, poi pausa, di nuovo picchi di lavoro. Risultato: il fabbisogno di addetti è in certi momenti altissimo, salvo poi ridursi alla metà della metà l’indomani. Questo significa che nel momento di massima richiesta di “braccia” bastano pochi intoppi nel reperimento della manodopera per creare problemi tutt’altro che limitati. Cosa accadrà adesso con i forfait dei lavoratori senza vaccino né tampone?

Altro fronte caldo è quello dell’autotrasporto: un enigma ancor più oscuro, visto che si tratta di una folla di operatori, non di rado stranieri. Il rebus: non si sa quanti siano i non-vaccinati ma l’ipotesi che circola sulle banchine è che si superi il 30%, senza contare chi ha vaccini riconosciuti nel suo Paese ma non qui da noi.

Nel frattempo però è arrivata anche una schiarita. Per una coincidenza del destino, alle proteste relative al Green pass rischiava di sommarsi la prossima settimana una dura contestazione che ha ben altro oggetto: i rapporti dei camionisti con i terminal, soprattutto per il tempo perso in lunghe attese prima di poter caricare o scaricare (ma anche altri aspetti come la responsabilità in caso di danni ai container, ad esempio). La schiarita riguarda il fatto che ha avuto successo la mediazione condotta dal presidente dell’Authority, Luciano Guerrieri: «Ha vinto il buon senso», ha detto.

Gli autotrasportatori avevano messo sul tavolo un tris pesante: tre giorni di sciopero, dal 18 al 20. A Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, il faccia a faccia fra i terminal operator coinvolti (Tdt e Lorenzini), i rappresentanti di Cna e Anita per discutere dei problemi che avevano portato all’anmnuncio della clamorosa protesta che metteva al centro «i disagi lamentati su varie problematiche, tra cui i disservizi logistici ai terminal container».

Guerrieri ha messo in campo l’idea di «un tavolo tecnico per affrontare già da lunedì le varie criticità». Lo coordinerà il suo braccio destro, il segretario generale Matteo Paroli, con il supporto dei dirigenti Cinthia De Luca (sicurezza) e Fabrizio Marilli (demanio) e vi parteciperanno autotrasportatori e terminalisti.

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di Redazione web