Toscana
Variante più larga e il cavalcaferrovia da demolire: chiesti i soldi per i progetti
Il Comune candida cinque progetti a un bando ministeriale È il primo passo dell’operazione, servono 700mila euro
livorno. C’è quel cavalcaferrovia appiccicato alle Terme del Corallo che si dice di voler buttare giù da anni: una struttura che era stata inaugurata negli anni Ottanta, quando forse si respirava una sensibilità diversa per il patrimonio artistico da recuperare, e che oggi appare come una bruttura da superare accanto un parco liberty che vuole rinascere. Poi c’è la storia infinita della Variante Aurelia, che nel tratto urbano, ovvero quello che va da Stagno a Salviano, è troppo stretta, di fatto priva della corsia di emergenza. Ci sono questi e altri progetti che aspettano da tempo in un cassetto di essere finanziati, ma che ora si preparano a fare un passo in avanti. Un primo passo – per dirla con le parole dell’assessora al traffico Giovanna Cepparello – che è quello della progettazione.
La giunta comunale ha infatti approvato una delibera che è servita per chiedere al ministero di finanziare la progettazione di fattibilità di quattro interventi considerati strategici, più un quinto progetto legato sempre alla mobilità sostenibile. Una progettazione che vale complessivamente più di 700 mila euro.
Rientra nella strategia definita dal Pums, che non è il nome di un pokémon, ma il Piano urbano della mobilità sostenibile: il Comune si candida per accedere al “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese”del ministero delle Infrastrutture.
«In virtù del decreto 215 del 19 maggio 2021, che ripartisce e assegna agli enti le risorse del fondo – spiegano dal municipio – il Comune di Livorno risulta assegnatario di risorse pari a 711.312 euro». Ed è su questa base che la giunta ha approvato la delibera.
Il primo intervento, per il quale sono stati chiesti 175mila euro, riguarda la «realizzazione di un'opera sostitutiva del sottopasso del cavalcaferrovia della linea tirrenica in via degli Acquedotti», in pratica quello accanto alla stazione. Passaggio che viene definito «fondamentale per riqualificare l'intero comparto della stazione e delle Terme del Corallo».
Il secondo intervento, con richiesta di 200mila euro, riguarda invece «l'adeguamento (con allargamento della sede stradale alle dimensioni minime previste dal decreto ministeriale del 2001) della variante Aurelia nella tratta urbana di Livorno», che «garantirebbe un potenziale spostamento del traffico urbano, in piena sicurezza, su questo fondamentale raccordo».
225mila euro sono stati richiesti per il progetto di fattibilità di una tramvia cittadina, mentre 111.312 euro per il piano tramviario di collegamento di area vasta con Pisa e Lucca.
«Livorno inoltre – aggiungono da Palazzo Civico – risulta una delle cinque città italiane destinatarie di un fondo di 100mila euro per la realizzazione di una piattaforma informatica sperimentale al servizio del mobility management scolastico». Cosa vuol dire? Una piattaforma per «risolvere le numerose criticità relative agli spostamenti casa-scuola».
Il progetto pilota per cui viene stanziato il finanziamento fa riferimento all’istituzione della figura di quelli che vengono definiti “mobility manager scolastici”: due parole inglesi per dire che queste figure dovranno «contribuire a supportare la pianificazione della mobilità e a monitorare gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro per migliorare la sicurezza stradale e disincentivare l’uso del trasporto in auto».
«La pianificazione elaborata nel nostro Pums – dice l'assessora Cepparello – ci permette ora di accedere a questi importanti finanziamenti, con i quali avremo modo di delineare il primo step progettuale per quattro opere che nei prossimi anni potranno auspicabilmente modernizzare e far fare un passo avanti alla nostra città, in termini di vivibilità, di sostenibilità e di capacità di attrazione turistica e di investimenti. A volte – chiosa – noi livornesi stentiamo a credere che certe innovazioni profonde possano toccare anche la nostra città. Ma non è così: Livorno ha tantissime potenzialità e sulla mobilità molte partite si stanno aprendo anche a livello di finanziamenti, specie per quelle città che hanno adeguati strumenti di pianificazione».
È chiaro che questi soldi chiesti al ministero serviranno a fare i progetti: da lì si partirà poi per cercare i soldi che serviranno per metterli in piedi.
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