Il Tirreno

Livorno

La guardie giurate per gli edifici pubblici come deterrente per la movida in Venezia

Stefano Taglione
I commercianti della Venezia fuori dal Comune prima dell'incontro (foto Daniele Stefanini/Silvi)
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I commercianti della Venezia fuori dal Comune prima dell'incontro (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno, incontro fra Comune e commercianti. Il sindaco: «Pronti a sostenere i costi sfruttando la convenzione con la Regione»

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LIVORNO. «Come deterrente per la movida in Venezia siamo pronti a sfruttare la convenzione stipulata fra la Regione e le guardie giurate per sorvegliare gli edifici pubblici. Penso al municipio, ma anche all’ex caserma di via dei Bagnetti e al Museo della città. I vigilanti, in pratica, controllando il nostro patrimonio immobiliare potrebbero vigilare anche le vie del quartiere. La loro azione può essere molto più efficace rispetto a quella dei singoli steward dei locali, che non possono allontanarsi più di tanto. Per questo siamo pronti a pagarli noi, investendo dei soldi».

A parlare – al termine dell’incontro avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Comune con i commercianti della Venezia – è il sindaco Luca Salvetti. Alle 17, a palazzo civico, il primo cittadino ha infatti ricevuto i vicepresidenti del Centro commerciale naturale (il titolare de “Le Botteghe” Marco Giovannoni e la proprietaria del “Sud”, Nunzia Gargiulo) insieme ad Alessandro Ciapini, direttore della Confesercenti, e Luca Franciosi di Confcommercio. Con loro anche l’assessore al commercio Rocco Garufo, che per primo al Tirreno aveva proposto le soluzioni ieri illustrate agli imprenditori: vigilantes privati anti-rumore pagati con i soldi pubblici, dehors insonorizzati e un progetto per sensibilizzare i giovani al rispetto delle regole di pacifica convivenza notturna. Quest’ultimo aspetto verrà discusso nel tardo pomeriggio di oggi in un altro incontro con le associazioni dei ragazzi. «Abbiamo ragionato con i commercianti per firmare, fra qualche settimana, un protocollo che tenga conto di tutte queste proposte – spiega Salvetti – e lo stesso faremo con i giovani, verso i quali nutro veramente una grande fiducia. Il passaparola faciliterà tutto. Naturalmente tutti i contenuti verranno discussi sia con il questore Roberto Massucci che con il prefetto, Paolo D’Attilio e spero anche con i residenti. A questo proposito, a margine di un consiglio comunale, con l’assessore Garufo siamo disponibili a incontrarli in municipio perché, ovviamente, noi vogliamo ascoltare tutti».

Quasi scontato il superamento dell’ordinanza – il provvedimento, fino al 7 novembre, prevede chiusura dei dehors a mezzanotte e lo stop al consumo di ogni bevanda all’aperto da mezzanotte alle 6 di mattina pena una sanzione di 50 euro – che quindi terminerà l’8 novembre. A partire da quella data potrebbero quindi essere adottate le soluzioni di cui ha parlato Garufo al Tirreno, fatta eccezione per i dehors insonorizzati, per i quali servirà un progetto di concerto con la Soprintendenza. «Per questa soluzione – spiega infatti Garufo – andremo più lunghi con i tempi. Sulla vigilanza, invece, si può partire rapidamente, di fatto già alla fine dell’ordinanza. Sul provvedimento firmato d’urgenza, noi tutti assessori e il primo cittadino, vogliamo mettere un punto fermo per poi gestire la movida». Fra le tematiche affrontate anche quella della raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune, nei fine settimana, potrebbe decidere un aumento dei bidoni per il vetro e la plastica proprio per evitare che bicchieri e bottiglie vengano abbandonati per la strada o gettati nei fossi.
 

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