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Aamps, in 28 senza certificato «Straordinari anti-disservizi»
livorno. Trapela un cauto ottimismo dagli uffici di Aamps, dove comunque non escludono il rischio disservizi. Non a caso l’amministratore unico Raphael Rossi ha fatto sapere che domani sarà in azienda alle prime luci dell’alba insieme ai suoi collaboratori per gestire l’ingresso dei dipendenti: chi non ha il Green pass ma ha fatto il tampone, chi si è vaccinato ma non ha ancora stampato il Green pass, chi ha certificato l’esenzione e così via.
«Il decreto – premette – prevede che 12 ore prima di arrivare al lavoro il personale dei servizi essenziali (come quello della raccolta dei rifiuti per strada o impiegato all’inceneritore) ci comunichi la sua situazione. Poi ogni mattina ci saranno dei varchi dove i dipendenti presenteranno il Green pass cartaceo o digitale. Abbiamo già una società che farà questo. Parliamo di controlli a campione, come prevede la normativa: noi punteremo a controllare quasi tutti, ma comunque l’obbligo in questo senso non c’è».
Ok, ma quanti dei 360 dipendenti di Aamps sono senza il Green pass? Al momento, stando a quanto trapelato dal Picchianti, ne risultano 28.
«Non siamo allarmati – dice Rossi – non prevediamo significativi disservizi, i rischi certo ci sono, ma pensiamo che in corsa questo numero possa ridursi e abbiamo comunque autorizzato un pacchetto di ore di straordinario per fare fronte ad eventuali buchi nei servizi.
I dipendenti che non sono vaccinati dovranno pagarsi il Green pass. Ieri è emerso che un sindacato, Usb, aveva chiesto all’azienda (che è tutta di proprietà del Comune) di accollarsi il costo dei tamponi dei lavoratori. «Ma abbiamo risposto di no», ribadisce l’amministratore unico: «Non ci carichiamo di costi che non sono previsti per aziende del nostro settore, anche perché sono costi che ricadrebbero sulla collettività, quindi sulla Tari». Che è la tassa sui rifiuti che paghiamo tutti.
J.G.
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