Sicurezza
Tra serre e roseti Villa Maurogordato rivive grazie a Reset e volontari
Associazioni e comitati al lavoro per ripulire il parco mentre la Provincia riporta alla luce spazi ottocenteschi
Simone Fulciniti
livorno. Grandi manovre nei giorni scorsi a Villa Maurogordato per “I Care”, giornata dedicata alla cura del parco. In prima linea l’associazione Reset, supportata da Acchiapparifiuti, Senza Frontiere Livorno, Anpana e Aeza guardia nazionale, motori trainanti per molti che hanno risposto presente alla chiamata. Armate di attrezzi da giardinaggio, guanti, forbici da pota, rastrelli, seghe elettriche e decespugliatori, cinquanta persone, già a metà mattinata, stanno lavorando alacremente. Tutti sono assicurati. Per loro c'è anche un punto ristoro. «Iniziativa che parte da un patto di collaborazione firmato con il Comune quest’estate – dice Giuseppe Pera, patron di Reset – che riguarda oltre alle Terme del Corallo, piazza Dante e Villa Maurogordato. Questa è la prima giornata, ci tengo molto, abbiamo fatto un appello alla cittadinanza mobilitando volontari di Reset, uomini e donne, e abbiamo già parecchi individui operativi nel parco, tra più e meno esperti in questo tipo di iniziative. Puliamo tutti gli alberi fino a un’altezza di due metri. In fondo c’è un area piena di rovi da sistemare. Fino a oggi pensavamo che il parco fosse pulito, ma dietro i rovi abbiamo trovato una discarica. Piano piano ci occuperemo anche di quella».
Il primo passo verso un obiettivo ambizioso. «Intanto la provincia di Livorno sta pulendo e riportando alla luce una splendida serra in ghisa del 1853 e, terminato il procedimento, tornerà visibile a tutti i frequentatori. Poi c’è un roseto, adesso nascosto dalla vegetazione, lungo un centinaio di metri, un colonnato. Altri obiettivi da raggiungere. Dovremo organizzare nuove giornate come questa e pensare a una continua manutenzione del parco, come nelle altre location».
Sergio Giovannini di Acchiaparifiuti non si risparmia. «Quando Reset chiama – dice – siamo presenti. Cose da fare ce ne sono. Innanzitutto far respirare alcune piante, soffocate da cespugli infestanti. Mettere in sicurezza il muro, attaccato dai rampicanti. Una cosa possibile solo lavorando tutti insieme».
Presenti alcuni membri del comitato Palio marinaro, come Maurizio Quercioli: «L’ attività che facciamo del Palio a mare, non è specifica. Durante l’estate il remo è un elemento innato nella tradizione livornese. Ma ora che siamo fermi è giusto aiutare la città. Quando fai del bene in modo disinteressato, è una soddisfazione». E Michele De Martino: «Il comitato rappresenta la città e l’impegno per il sociale è importante. Una soddisfazione personale, operare per restituire un parco, che dovrebbe essere un orgoglio per la cittadinanza».
Massimo Andorlini di “Noi Livorno” non si è tirato indietro. «Non potevo dire no alla chiamata. Il volontariato è sempre ben accetto, ma da ex vigile del fuoco dico che occorre attenzione. A mio giudizio l’amministrazione sarebbe dovuta essere qui al fianco dei cittadini. Per dare supporto. Per fortuna c'è gente abituata e quindi va tutto bene».
Ci sono tante persone comuni, è il caso di tre amiche accompagnate dal cane Step. «Abbiamo visto l’annuncio su Facebook e siamo venute a dare il nostro piccolo contributo. Ne vale la pena. Una cosa istintiva», dice Maria Boccuzzi. «Ci hanno dato indicazioni su quello che dovevamo fare e quando abbiamo cominciato a vedere i primi risultati è stato davvero bello», incalza Tamara Figaro. «Un lavoro manuale, siamo poco abituate – conclude Stefania Dessi – e guardare i risultati è gratificante. Piacevole lavorare all’aria aperta, in compagnia».
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