Gioco
In Venezia primi effetti dell’ordinanza anti-bevande: «Dopo mezzanotte molti meno giovani»
Livorno: mentre i ristoranti hanno risentito meno del provvedimento del sindaco, pub e locali soffrono. Per ora nessuna sanzione
LIVORNO. L’ordinanza del sindaco Luca Salvetti, che da mezzanotte alle 6 in Venezia vieta il consumo all’aperto di ogni bevanda, ha sortito i suoi primi effetti. Sabato scorso, infatti, la movida (seppur presente) è stata molto meno numerosa e rumorosa nel quartiere simbolo del divertimento livornese. Lo testimoniano anche alcuni operatori di Aamps, che ieri mattina hanno rimosso le bottiglie e i bicchieri lasciati qualche ora prima. La sporcizia, insomma, c’era: ma non come negli scorsi fine settimana. E come confermano anche alcuni residenti, «ci sono stati solo alcuni cori verso la mezzanotte e gruppo di ragazzine e ragazzine che bevevano del vino in cartone, ma subito prima della mezzanotte. La situazioneè stata molto più contenuta rispetto a quanto eravamo abituati».
I COMMERCIANTI: «MENO LAVORO»
I pub e i locali notturni, che vendono per lo più agli avventori che poi si incamminano per le strade del quartiere o si fermano sulle spallette, hanno lavorato meno. Lo conferma una delle imprenditrici, Nadine Ibrahim del “Caffè In Venezia”: «Nel dopocena le persone ovviamente c’erano e sono rimaste anche dopo – dice – ma niente a che vedere con gli ultimi weekend. Così come venerdì scorso, quando la clientela era molto meno numerosa del solito». «Gli avventori? Non sono stati tanti come le ultime settimane – rimarca Adriano Tramonti, il proprietario de “La Ponceria” di via Borra – ma è normale. È andata peggio venerdì rispetto a sabato, il primo giorno». A influire, senza dubbio, può essere stato anche il freddo. Il raffronto con gli ultimi sabato, più caldi, deve essere fatto tenendo conto anche di questo, come testimoniano anche le foto di Daniele Stefanini/Silvi.
CHIUSI I DEHORS
A mezzanotte hanno chiuso anche i dehors esterni, visto che fino alle 6 non si può servire niente sulla pubblica via e sulle aree aperte al pubblico. L’ordinanza, valida fino al 7 novembre, impone infatti a «tutti gli esercizi di somministrazione il tassativo rispetto del disciplinare comunale per la concessione dei dehors, con particolare riferimento all’orario di chiusura delle attività di somministrazione all’aperto, nel quale sono comprese le operazioni necessarie e riunire e porre in sicurezza gli arredi», legati con le catene dopo la mezzanotte. Allo stesso tempo, è chiaro, viene consentito di vendere dentro i locali e d’asporto, dato che proprietari e dipendenti dei locali non possono certo sapere dove verrà consumata la bevanda. Nel caso, chi consuma fuori, verrà sanzionato con 50 euro per non aver rispettato l’ordinanza.
I CONTROLLI
Poco dopo la mezzanotte, puntuali, sono intervenute tre pattuglie della polizia municipale per verificare la situazione. Nessuna sanzione – stando a quanto raccolto dal Tirreno – è stata comminata sabato scorso. Qualche giovane con la birra, come riscontrato dal Tirreno, c’era. Quindi, almeno teoricamente, esiste chi ha infranto il provvedimento del Comune, ma almeno in questo primo fine settimane le intenzioni delle forze dell’ordine erano di verificare un generale rispetto della vita notturna e, soprattutto, evitare i rumori molesti di cui i residenti, più volte, si sono lamentati arrivando a minacciare di adire le vie legali contro l’amministrazione.
I RISTORANTI TENGONO
La clientela nei ristoranti ha tenuto. Lo conferma il titolare de “Il Forte” di via del Forte San Pietro, Luca Fiordi: «All’interno del mio locale le persone c’erano come sempre – racconta – e la riduzione è stata dopo. Io, oltre a lavorare in Venezia, ci abito e ho notato questo aspetto».
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