Gioco
Una mezzanotte di protesta: bar e locali rimasti al buio
La vicepresidente del Ccn Nunzia Gargiulo, titolare del Sud «Sono fra le attività commerciali più svantaggiate, ma così si puniscono anche i ragazzi»
LIVORNO. Cinque minuti al buio. Con i clienti all’interno. La prima protesta contro l’ordinanza firmata dal sindaco Luca Salvetti, a mezzanotte della scorsa notte, è andata in scena in Venezia. Tutti al lume di candela, per cinque minuti, da mezzanotte e fino a mezzanotte e cinque minuti. “Un’ora della terra” – per parafrasare una delle manifestazioni tipiche quando si spengono le luci di case e locali pubblici – che però niente ha a che fare con l’ambiente e il risparmio energetico, ma va contro il provvedimento di urgenza firmato dall’amministrazione che vieta, da mezzanotte alle 6 di ogni giorno, il consumo in strada di bevande (alcoliche e non) pena una sanzione amministrativa di 50 euro.
«Noi rispetteremo naturalmente l’ordinanza – spiega Nunzia Gargiulo, la titolare dell’enoteca e liquoreria “Sud” sugli scali del Pesce, nonché vicepresidente del centro commerciale naturale del quartiere – ma è chiaro che a rimetterci, ora, sono i lavoratori e i ragazzi che dopo tanti mesi potrebbero finalmente tornare a diversi in Venezia. Dobbiamo parlare con la giunta per capire come migliorare la situazione, ma questa non è la soluzione. Io, che vendo i liquori, come faccio a lavorare? Sono fra le attività commerciali più svantaggiate della città».
In prima linea con la protesta anche il titolare de “Le Botteghe”, Marco Giovannoni, anch’egli vicepresidente del Ccn, che ieri sera non ha spento luci solo per un problema di sicurezza: «Avevo le persone dentro a mangiare – dice – e pur essendo totalmente d’accordo con i miei colleghi, le ho lasciate accese per evitare che i clienti si facessero male. Speriamo in un miglioramento della situazione».
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