Gioco
«Andremo a fare serata a Pisa o in altre città»
I giovani bocciano l’ordinanza anti-rumori di Salvetti «Punire chi fa casino, così si penalizza chi ha voglia di uscire»
Alessandro Lazzerini
LIVORNO. L’ordinanza del sindaco Salvetti che vieta la vendita di bevande alcoliche e non alcoliche dopo le 24 nel quartiere Venezia e nella zona di Piazza XX Settembre non piace ai giovani livornesi, la fascia più colpita da questa misura. «È un provvedimento che ci fa tornare indietro di 100 anni – commenta Edoardo Ghelardi, laureando in infermieristica e volontario Svs –. Non è proibendo che si risolve il problema. Coloro che esagerano con l’alcool riusciranno a superare l’ordinanza bevendo prima oppure facendo una scorta di bottiglie prima di mezzanotte. Così viene penalizzata la gente che è stata due anni in casa a causa Covid ed adesso vorrebbe solo godersi un po’ la libertà. Casomai andrebbero aumentati i controlli mirati in zona».
Giulio Murziani, amministratore della pagina Livornogramm, super seguita sui social, è sulla stessa linea: «Fare di tutta l’erba un fascio è sbagliato. Ci sono tante persone che si recano in Venezia comportandosi come si deve e quindi va individuato chi non rispetta le regole. Capisco il sindaco e la giunta, il problema è reale, ma non credo che questa sia la soluzione. Mi auguro che riapra il prima possibile il The Cage che eliminava gran parte di queste problematiche».
Un problema, quello dell’assenza di alternative, che sottolinea anche Luca Bonatti, operatore portuale: «La Livorno notturna non offre molto come sappiamo e così facendo viene eliminato anche l’unico centro di ritrovo con ampio spazio che c’è in città. La movida si sposterà in posti come via Cambini e verranno fuori gli stessi problemi. Per un ragazzo come me che esce da lavoro e vuole godersi la serata bevendo una birra all’aperto con gli amici e non può farlo è pesante. Oltre tutto dopo due anni di coprifuoco e lockdown».
La chiusura forzata dei mesi scorsi è sicuramente un aspetto che ha avuto importanti ripercussioni sui locali della zona, come ricorda Isabella Paggini, studentessa universitaria: «Dopo questi due anni, i locali della Venezia hanno avuto dei gravi problemi a livello economico e così facendo non vengono certamente aiutati – dice – . Bisogna colpire chi non rispetta le regole di convivenza. Altrimenti sempre più ragazzi si recheranno a Pisa per trascorrere le serate del fine settimana».
Dice Benedetta Giannetti, anche lei studentessa all’università: «Il provvedimento porta i ragazzi altrove. Sia quelli di Livorno, ma anche quelli di altre città che vorrebbero venire a passare una serata in Venezia ma per questo desistono. Ho molti amici fuori Livorno che hanno deciso di non venire questo weekend».
Alessandro Gazzetti, studente al Sant’Anna di Pisa, prova a dare una soluzione: «Il problema c’è ed è impossibile nasconderlo – dice –. Capisco perfettamente i residenti e anche la giunta che si è trovata in una situazione non semplice. Serve però una soluzione diversa sicuramente. È impensabile che i bimbi livornesi vadano a passare le serate costantemente fuori città, quando invece andrebbero aumentati i luoghi di ritrovo e gli spazi per la gioventù. Penso quindi che per trovare la via d’uscita migliore ci sia bisogno di un dialogo che ascolti anche la richieste dei giovani che in questi giorni sono stati poco chiamati in causa. Magari proviamo a trovare dei compromessi che vadano bene a tutti».
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