Il Tirreno

Livorno

Il caso 

I banchi a rotelle sono troppo stretti e così gli studenti disegnano sul muro

Luca Barbieri
I banchi a rotelle sono troppo stretti e così gli studenti disegnano sul muro

Succede al liceo artistico “Cecioni”: il foglio è più grande... Ragazze e ragazzi protestano in corteo davanti alla Provincia

2 MINUTI DI LETTURA





Luca Barbieri

Livorno. Provateci voi a disegnare, per un compito in classe o durante una lezione di un paio d’ore, su un foglio che è quasi il doppio della misura del banco. Questo il concetto che circola, il refrain che fa il paio con una domanda: «Perché quei banchi a rotelle tanto discussi, risposta alla quotidianità scolastica ricalibrata dalla pandemia, sono toccati proprio a noi?». Temi, interrogativi che dalla prima campanella gli studenti del liceo artistico “Cecioni” hanno posto più volte e che, dopo quattro settimane, hanno condensato in una due giorni di protesta ieri mattina e stamani. Ma andiamo con ordine, ricostruendo quel labirinto fatto di spazi, aule, numero di studenti, distanze.

Ieri mattina gli studenti sono scesi in piazza, come detto, tra cori, striscioni, cartelli, pronti a tradurre e a sintetizzare le problematiche e le richieste. E così dalla scuola hanno organizzato un corteo indirizzato verso palazzo granducale, in Provincia (ente a cui fanno riferimento le scuole superiori, d’altronde). Dall’inizio della scuola, infatti, raccontano in piazza, proprio al triennio dell’artistico (con sede ai geometri, per intenderci) le lezioni si fanno in un’aula con gli ormai famosi banchi a rotelle che hanno scandito il dibattito pubblico all’inizio dell’anno scolastico passato. Il punto, come sostengono, e che di fatto li ha portati a chiedere un colloquio con la Provincia per risolvere la questione, è geometrico: all’artistico, nei corsi di pittura e disegno, i fogli sui quali si lavora sono praticamente tutti 33 per 48 centimetri, o anche più grandi (50 per 70 centimetri, per esempio). Tuttavia i banchi sono, metro alla mano, 30 per 20 centimetri. «È matematica», ripetono. E allora qualcuno è stato costretto ad alzarsi in piedi durante le lezioni, matite e penne in una mano e con l’altra pronta a tenere il foglio lungo il muro per muoversi in spazi maggiormente adatti. «Abbiamo provato a unire più di due banchi anche, ma è difficile», confida un altro studente. «Abbiamo aspettato i primi giorni, per dare comunque il tempo per organizzarsi – spiegano –, ma adesso sono quattro settimane e non riusciamo a lavorare nei nostri corsi d’indirizzo su quei banchi». E in strada, per chiedere risposte, sono scesi non solo con cartelli (“Disegnateci voi su quei banchi”, una tra le tante stoccate) e striscioni, ma anche con una lista di richieste. «Conosciamo i problemi di spazi, laboratori, aule: non vale solo per noi, però ci sembra quanto meno curioso che l’aula con quei banchi con le rotelle sia capitata alle lezioni dell’artistico. Siamo la scuola con i corsi di pittura, disegno, per esempio, che necessitano di banchi stabili e con misure adeguate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web