Il Tirreno

Livorno

Il futuro dell’attività dei ragazzi speciali 

Prima la demolizione poi nascerà il Ca’Moro 2

Matteo Scardigli
Prima la demolizione poi nascerà il Ca’Moro 2

Il 18 iniziano i lavori per la rimozione. Tornar: «Strada lunga ma ce la faremo»

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Matteo Scardigli

livorno. «Non ci passo più davanti, non ci riesco, e se proprio devo mi volto dall’altra parte. Troppa angoscia e tristezza, neanche i ragazzi riescono a guardarlo». Daniele Tornar, fondatore e consigliere della cooperativa Ca’Moro, ringrazia ancora una volta i tantissimi donatori in vista della rimozione del ristorante galleggiante più famoso di Livorno e annuncia: «Nella vita bisogna andare avanti, non ci siamo persi d’animo e proseguiamo nel nostro cammino cercando di realizzare il Ca’Moro 2. Entro l’anno daremo l’annuncio ufficiale, il taglio del nastro servirà per ritrovare la gioia».

Fra il 18 e il 25 ottobre l’impresa Neri guiderà le operazioni di demolizione e smaltimento dell’imbarcazione semi-affondata nel tardo pomeriggio di venerdì 20 agosto, a cui pareciperanno Aamps, Abate, Bettarini, Labromare, Subsea e Vigili del Fuoco. Il pontone dotato di gru strapperà via pezzo per pezzo 110 tonnellate di ricordi dei camerieri down del Parco del Mulino, che grazie al proprio lavoro riuscivano a maturare autonomia e indipendenza, lasciando al posto del relitto un vuoto incolmabile nel cuore di un’intera comunità.

«Portarlo via sarebbe stato un problemone. Bettarini ce l’avrebbe anche fatta a sollevarlo, ma poi non si riusciva a spostarlo perché un pontone più grosso non sarebbe riuscito a passare dalla bocchetta tra la Capitaneria e la Fortezza Vecchia. Dall’avvio dei lavori ci vorrà una settimana», spiega il consigliere del Parco e responsabile della parte operativa Enrico Cafferata, che racconta poi “il caso” Ca’Moro: «Ringrazio il sindaco Luca Salvetti e il presidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo per i tanti sforzi e la vicinanza dimostrata, così come le assessore Bonciani e Cepparello per il loro costante impegno. L’aiuto e la collaborazione di tutti è stata preziosa e tempestiva perché possa rinascere quello che negli anni era diventato un esempio replicato poi in tutta Italia, riuscendo a far scattare una “molla” che fa onore a noi e fa bene a tanti ragazzi down che altrimenti sarebbero stati lasciati davanti alla tv».

Nel frattempo la cooperativa ha rinnovato le cariche (dal 1° ottobre il nuovo presidente è Emiliano Niccolai e nel consiglio è entrato Giorgio Arpesani) e lavora incessantemente alla sostenibilità del nuovo progetto, che – rispetto alla passata esperienza – intende garantire ai ragazzi spazi più ampi per muoversi in libertà e sicurezza. Ecco perché l’ipotesi più concreta è quella di trasferirsi sulla terraferma; in aggiunta alla differenza di spesa necessaria per rimettere in mare un ristorante, stimata fra i 200 e i 300mila euro.

Tracciata la rotta, per mantenerla il Ca’Moro 2 potrà contare sulla ruota del timone, ripescata dalle acque grazie ai sommozzatori dei pompieri. «Il sogno è quello di rimanere sulla città, contiamo di riaprire un’attività di ristorazione. Sul taglio da dare all’operazione si vedrà, gli esperti non ci mancano», conferma Tornar, che poi torna sulla generosità elargita dai concittadini attraverso la raccolta fondi e la serata all’ex-ippodromo: «Ci tengo molto perché Livorno ci ha dato molto, e noi dobbiamo rendicontare tutto. Gli 80mila euro di donazioni sono in un conto “blindato” al quale nessuno può accedere, neanche per prendere un solo euro».

L’unica eccezione verrà fatta per una questione di sopravvivenza patrimoniale: «Il Ca’Moro era stato valutato 30mila euro che ora non ci sono più. Dobbiamo ripristinarli altrimenti andremo a fondo con il bilancio», precisa Tornar.

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