Gioco
Dai Rodocanacchi alla gastronomia nel libro di Vlami
livorno. Quella greca è stata, già verso la fine del ’500, una delle prime comunità straniere a insediarsi a Livorno e anche una delle più rilevanti sul piano economico e sociale, per non parlare dei risvolti in campo culturale e pure gastronomico. Ne rimangono tuttora attestazioni in ville e palazzi di facoltose famiglie mercantili (come i Rodocanacchi e i Maurogordato), oltre a testimonianze di arte sacra e all'ottocentesco cimitero greco-ortodosso di via Mastacchi.
A descrivere con puntualità questo contesto provvede adesso la monografia “I mercanti greci a Livorno 1750-1868. Commercio, nazione, famiglia”, il libro scritto da Despina Vlami, direttrice di ricerca al Centro di ricerche medievali e neoelleniche di Atene, che è stato presentato ieri in Fortezza Vecchia insieme al prof Andrea Addobbati (Università di Pisa) e a Umberto Cini (presidente dell'associazione Borgo dei Greci). La presentazione costituisce l'evento di apertura del convegno internazionale sulla storia della comunità greca di Livorno, nell'ambito delle celebrazioni per il duecentesimo anniversario del movimento d'indipendenza ellenico avviato nel 1821 per affrancarsi dalla dominazione ottomana.
Pubblicato dalla ETPBooks di Atene, il volume racchiude la traduzione in italiano della pubblicazione in greco scaturita a sua volta dalla tesi di dottorato di Despina Vlami. «Facevo la mia ricerca – spiega l'autrice – presso l'istituto universitario europeo a Firenze e ho trovato del materiale all'Archivio di Stato di Livorno dove mi ha molto aiutato l'allora direttore Paolo Castignoli. La ricerca è durata cinque-sei anni, consultando anche altre fonti, sempre a Livorno, e arrivando così sino al XIX secolo. Quella greca era soprattutto una comunità mercantile di cui ho studiato le capacità imprenditoriali, i rapporti familiari, sociali, economici e anche la vita quotidiana».
Roberto Riu
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