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A Livorno e zone circostanti ci sono duemila pazienti a caccia di un medico. Ecco quali sono le aree critiche

Andrea Rocchi
A Livorno e zone circostanti ci sono duemila pazienti a caccia di un medico. Ecco quali sono le aree critiche

Mancano medici di famiglia. Cognetta: «Il problema è stato gestito attraverso gli aumenti dei massimali, ma ormai è endemico»

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LIVORNO. Mancano medici di famiglia. La situazione più grave è a Collesalvetti, nelle frazioni di Parrana e Nugola, ma anche al Gabbro. Va decisamente meglio a Livorno anche se ci sono quartieri dove i medici hanno raggiunto il massimale di pazienti e aree meno coperte.

La denuncia lanciata dallo Spi Cgil di Collesalvetti investe un problema che perdura ormai da tempo e si è acuito negli ultimi anni. Oggi nella provincia di Livorno ci sono 250 medici di base, 120 solo a Livorno. Se pensiamo che fino a pochi anni fa, in città, erano 300 la situazione è ben presto delineata. Il numero è insufficiente, questo è lampante. E le difficoltà – come conferma il dottor Pasquale Cognetta – si percepiscono maggiormente nei centri minori e più periferici. E’ il caso di Collesalvetti, per esempio, segnalato dal sindacato. «Pochi gli incarichi assegnati a Collesalvetti nel 2020, a fronte di quattro pensionamenti di medici. Situazione che si è risolta con l'incarico assegnato a due medici in via provvisoria, uno dei quali è stato revocato dopo pochi mesi. Il risultato è che circa 800 pazienti ad oggi non hanno trovato una collocazione. La situazione di Nugola e Parrana è purtroppo simile se non peggiore. Il medico di base a giorni andrà in pensione e non si prevede nessuna sostituzione: i suoi 1200 pazienti andranno dunque a sommarsi agli 800 già menzionati. Il rischio dunque è che in tutto il Comune di Collesalvetti ci siano ben presto circa 2mila persone sprovviste di un medico di base».

«Il problema – spiega ancora Cognetta – è stato gestito negli anni attraverso gli aumenti dei massimali. Ma la questione della carenza dei medici di famiglia è un problema endemico. Anche le borse di studio come la 19/21 e la 20/22 si sono rivelate insufficienti. E’ una questione di miopia nella programmazione del fabbisogno di cui oggi si avvertono le conseguenze». C’è poi un altro fatto evidenziato dal presidente dell’Ordine dei Medici di Livorno, vale a dire che con la pandemia Sars-Covid molti giovani medici hanno preferito accettare incarichi più remunerativi, come le Usca o l’impiego presso centri vaccinali, e questo è andato a scapito dell’area di continuità assistenziale soprattutto ma anche della medicina di base. L’aspetto della maggiore attrazione di incarichi più remunerativi, tuttavia – come precisa Cognetta – non è la causa principale di queste carenze, ma solo un aspetto che si è ha accentuato tra l’anno scorso e quello corrente». Sull’argomento Enrico Bianchi medico oggi in pensione e consigliere comunale del Partito Democratico fa notare come gli errori si trascinino in effetti dal passato. E ricorda: «Io sette anni fa scrissi una lettera all’allora assessore alla Salute Stefania Saccardi facendo notare come nel giro di qualche anno ci saremmo trovati di fronte a gravi carenze. Mi fu risposto che c’era un data base regionale con all’interno i nomi di 1.200 medici da cui attingere. Evidentemente non era aggiornato se è vero che i problemi si sono verificati. Compito della politica – continua Bianchi – è quello di prevenire. Ecco perché occorreva aumentare il numero dei posti nella specializzazione di medicina generale per evitare di trovarsi nella situazione di oggi».

Dall’Asl, intanto, confermano le carenze nell’area di Collesalvetti ma indicano per Livorno una situazione regolare.

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